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Reggio – L’ex direttore generale Filardo: “Il risanamento di Atam ha radici lontane”

“Il ritiro dell’istanza di fallimento di Atam da parte della Procura di Reggio – scrive Vincenzo Filardo, già direttore generale – è un gesto importante che avrà indubbi effetti positivi sullo stato d’animo dell’intera compagine aziendale e che restituisce affidabilità e prestigio, nel panorama trasportistico regionale e nazionale, ad un’azienda storica della città.

Non posso fare a meno tuttavia di annotare che il risanamento economico della società – presupposto considerato da tutti giustamente come ineludibile – non è l’esito di provvedimenti operati da mani salvifiche e di brevissimo periodo, ma è frutto di un percorso impegnativo e complesso iniziato almeno dal novembre 2011 con un primo accordo Azienda-Sindacato per un insieme di misure volte al contenimento del costo del lavoro: cassa integrazione in deroga, accompagnamento alla quiescenza, internalizzazione di alcuni servizi affidati all’esterno, ed altro. Lo dico per rispetto delle professionalità interne che si sono espresse e dell’impegno che è stato sempre profuso a partire dal gruppo dirigente aziendale, oltre che dal gran numero delle maestranze e dalle rappresentanze dei lavoratori. Senza quell’impegno l’azienda non avrebbe retto l’urto di una crisi che viene da lontano e che ha coinvolto l’intero sistema del trasporto locale. A quel primo atto del 2011ne seguirono altri, due dei quali di fondamentale rilievo. Nel settembre 2012 la formalizzazione presso la Prefettura di Reggio, in un tavolo convocato dal Prefetto dott. Piscitelli con la Terna Commissariale e l’Assessore Regionale pro tempore in cui furono poste formalmente le richieste della certificazione dei crediti regionali e della ricapitalizzazione dell’azienda da parte del Comune. Si trattò di impegni che vennero assunti dalle due parti, Regione e Comune, per le rispettive competenze; impegni che però hanno trovato compimento dopo tre anni, solo nelle settimane scorse: ritardi amministrativi che hanno contribuito non poco ad appesantire la condizione economica della società. L’altro atto risale al maggio 2014: l’ultimo aggiornamento del piano industriale 2014/16 presentato alla Terna Commissariale e al Tribunale con il calcolo degli agenti in esubero e il successivo accordo con le rappresentanze dei lavoratori per l’attivazione dei contratti di solidarietà volti a scongiurare i licenziamenti, contratti rinnovati anche nei giorni scorsi alla vigilia dell’ udienza del 14 ottobre.

Si trattò di atti tutti ampiamente discussi e alla fine condivisi e noti alla città , atti che hanno trovato immediato riscontro sull’andamento del conto economico aziendale che, com’è noto, già con il consuntivo 2012 aveva assunto segno positivo.

Ho avvertito l’esigenza di questa precisazione in ragione del ruolo da me svolto in tutto questo tempo. Essa vuole essere solo un contributo alla fedele rappresentazione di una vicenda, quella di Atam, che ha visto e vede impegnate, oltre che l’azienda, istituzioni e forze sociali decisive per la crescita di una comunità”.

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