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Di Maio e Di Battista

M5S: “Il ponte sullo Stretto si fa per favorire l’amico imprenditore di Alfano”

Tra una attacco frontale a Renzi, uno a Oliverio e Scura il Movimento 5 Stelle, si presenta nella centralissima piazza Prefettura di Catanzaro. Arrivano in Calabria per la manifestazione “Mandiamoli a casa adesso”, eccetto Nicola Morra, a Roma per altre questioni, tutti i parlamentari calabresi e i “tanto attesi” Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, che nel calderone delle “mancanze” dell’esecutivo, tra una domanda e l’altra della stampa, ci mettono proprio tutto.
Il ponte sullo Stretto? “Si farà solo perché bisogna favorire qualche amico imprenditore del Ministro Angelino Alfano”. Ha esordito così, Alessandro Di Battista, tra un commento e l’altro sulla situazione di governo, sulla crisi di Roma e sulle idee del premier Matteo Renzi. Per Di Battista, che molti a Roma sognano in Campidoglio (lui smentisce una sua candidatura a sindaco della Capitale), il ponte è tornato in auge solo per i “soliti” motivi.

Alessandro Di Battista
Alessandro Di Battista

Nulla a che vedere, dunque, con lo sviluppo del Mezzogiorno di cui parla Renzi. Prova ne sarebbero “le diverse inchieste” svolte dai pentastellati che dimostrano quanto il leader Matteo Renzi abbia effettivamente speso per i “problemi” che attanagliano la Calabria e la Sicilia. “Se il Primo ministro, dei nove miliardi che ha promesso sarebbero stati utilizzati per fronteggiare l’emergenza dissesto idrogeologico ha speso solo una cinquantina di milioni di euro, le sue intenzioni sono chiare sul Meridione”. Chiare, come a dire che del Sud, Renzi e i suoi, e fra i suoi c’è anche il governatore Mario Oliverio, se ne fregano.
Oliverio deve andare a casa? “Certo che deve farlo” è il motivo per cui sono scesi in piazza parlamentari, attivisti e simpatizzanti: “Oliverio e Scura (il commissario per il disavanzo della Sanità calabrese, ndr), devono andare a casa – dicono unanimemente dal palco – perché hanno dimostrato quali sono i loro reali interessi”.
Per Di Battista “un governatore” interdetto dall’Autorità nazionale anti corruzione “perché ha fatto delle nomine illegittime” non dovrebbe solo andare a casa, no, “dovrebbe vergognarsi, nascondersi e poi chiedere scusa!”.

“Oliverio a casa dovrebbe mandarlo Renzi”

“Se Renzi fosse una persona perbene – sottolinea il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio – manderebbe lui stesso via dal partito i suoi governatori Dem interdetti o contra legem. E’ il segretario del Pd e può espellere certi amministratori. Perché non lo fa? Perché portano voti” così come i voti, secondo Di Maio “vengono portati dai dirigenti sanitari nominati secondo le solite logiche dell’amico trombato a cui si fa un favore perché poi durante le elezioni porta consensi”. Funziona così per i pentastellati perché “la Sanità in Calabria, gli immigrati a Roma e così via, non sono altro che un bancomat per i soliti politici che si tengono per mano per arrivare alla fine del mandato e ‘guadagnarsi’ un vitalizio”. La Calabria, come le altre regioni, ha aggiunto ancora Di Maio, “deve capire se vuole ancora sottostare a queste logiche, oppure cambiare, e il cambiamento possiamo portarlo solo noi”. Il Governo “per cambiare le cose deve iniziare a parlare di argomenti seri e non di riformare il senato togliendo ai cittadini la possibilità di eleggerlo diretmente”. Serve, ha concluso, “una riforma che abolisca i vitalizi. Serve il reddito di cittadinanza”. Questo serve e non il canone Rai in bolletta “che porterà solo un numero enorme di ricorsi, contenziosi per il governo e spese legali conseguenti”.

La “Calabria pentastellata” aggiunge…

“Manderemo a casa il governatore Mario Oliverio, con la nostra costante attività di controllo del suo operato. Ricordiamo che dopo il caso Gioffrè, commissario revocato dall’Anticorruzione, c’è in definizione l’analoga vicenda del commissario Pingitore, come Gioffrè nominato in violazione della normativa anticorruzione. C’è poi il macigno del dirigente regionale Domenico Pallaria, il cui incarico di vertice era inconferibile per legge”. I parlamentari e attivisti denunciano i presunti abusi del governatore regionale e dei commissari alla sanità, Massimo Scura e Andrea Urbani. “Nell’unità – ha aggiunto Nesci – il Movimento cinque stelle ha dimostrato l’equivalenza tra Scopelliti e Oliverio, denunciando l’identità di metodi e sistema e lottando per la legalità e l’interesse pubblico. Da domani, dopo la nostra iniziativa a Catanzaro, le poltrone di Scura, Urbani e Oliverio scricchioleranno”.

(ClaVa)

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