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    Reggio: I Bronzi restano per sempre al museo Magna Graecia: raccolte 10mila firme

    I Bronzi di Riace sono i beni identitari del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria – come lo sono la Gioconda per il Louvre e la Venere di Botticelli per gli Uffizi – e sono altresì fragilissimi. Per queste due valide ragioni non possono essere spostati dalla loro sede, che deve invece essere ulteriormente valorizzata con la totale riapertura delle sale museali. A chiederlo sono stati 10.789 firmatari della petizione “Proteggiamo i Bronzi di Riace!” promossa su Firmiamo.it dal Comitato per la Valorizzazione e la Tutela dei Bronzi di Riace e del Museo Nazionale della Magna Grecia (link petizione: http://goo.gl/EPBsZH – hashtag iniziativa: #proteggiamoibronzi) e numerosi sostenitori da tutto il mondo che hanno mostrato il proprio supporto sulle pagine social del Comitato stesso.
    Le firme, a rappresentanza di una diffusa volontà popolare, sono state consegnate al delegato del Ministro dei Beni Culturali Dott. Salvatore Patamia, Segretario Regionale dei Beni Culturali e Responsabile pro-tempore del Museo di Reggio, in un Museo letteralmente invaso dai visitatori (alla fine della giornata se ne conteranno 2.250). Grazie all’apertura anticipata delle Sale della polis Reghion (Reggio Calabria) – in corso di allestimento – l’eccezionale afflusso di visitatori è stato fatto defluire dentro l’interno del Museo climatizzato, risparmiando loro una fila sotto il sole a 40 gradi.
    La consegna dei risultati della petizione su Firmiamo.it ha rappresentato un utile momento di dialogo tra i promotori dell’iniziativa Francesco Alì e Pasquale Amato (Comitato Bronzi – Museo Reggio Calabria) e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al fine di consolidare una volta per tutte l’inamovibilità dei Bronzi di Riace. Qualsiasi ipotesi di spostamento è difatti da considerarsi chiusa per sempre per due solide ragioni:
    1. i due capolavori di inestimabile valore mondiale sono i beni identitari del Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria (che senza di essi perderebbe la sua più ragguardevole forza attrattiva) e il maggiore attrattore, in simbiosi col Museo, dell’intera Calabria in tutto il mondo;
    2. la loro estrema fragilità comporta un alto rischio di danni in caso di movimentazioni anche minime, documentata dalle relazioni dei Restauratori e dei Soprintendenti in oltre 40 anni e definitivamente confermata dalla Commissione tecnico-scientifica di esperti esterni e interni al Mibac nominata nel 2014 dal Ministro Franceschini.
    Francesco Alì ha illustrato i motivi e le varie fasi della Petizione sino alle conclusioni con adesioni – sovente accompagnate da interessanti idee e suggerimenti – che sono giunte da tutte le parti d’Italia oltre che da intellettuali di fama nazionale e internazionale, dai massimi esperti mondiali di archeologia, restauro e storia dell’arte e dalle più accreditate riviste specializzate del settore.
    Pasquale Amato ha spiegato le ragioni dei Bronzi come Beni Identitari del loro Museo ricorrendo a una serie di riflessioni storiche: i due Guerrieri come figli della grande civiltà ellenica del V sec. a.C. (che andava da Malaga alle foci del Don sul Mar Nero e che ebbe la sua area centrale tra le città greche dell’Asia Minore e l’Italia Meridionale e la Sicilia); il ruolo di Reggio e la Bottega di scultura di Clearco; Pitagora di Reggio tra i massimi 5 scultori ellenici del V secolo e probabile autore del Bronzo A; la naturale affinità tra le due sculture (su un totale di 5 in bronzo del V sec. a. C. esistenti al mondo) e la loro casa, ricca di tesori della Magna Grecia, primi fra tutti i Bronzi di Porticello (la Testa del Filosofo – primo ritratto in bronzo di una persona realmente vissuta – e la Testa di Basilea).
    Sul punto Salvatore Patamia, parlando a nome del Ministro, ha dichiarato: “C’è la relazione della Commissione tecnica nominata da Franceschini che ha vietato lo spostamento dei Bronzi di Riace perché muoverli è un rischio. D’altra parte la Gioconda non si è mai spostata dal Louvre (di cui è considerata Bene Identitario e Inamovibile). Le persone vengono a Reggio e in Calabria innanzitutto per i Bronzi. Il Museo di Reggio e i Bronzi hanno polarizzato i flussi turistici della Regione. Tant’è vero che, con i circa 200mila visitatori dello scorso anno il Museo reggino è stato il più visitato nel Mezzogiorno, e mi piace sottolineare che il libro dei commenti a disposizione dei visitatori in realtà è pieno di complimenti, a cominciare dagli stranieri.
    Altro tema affrontato durante l’incontro è stato quello della riapertura totale del Museo Nazionale della Magna Grecia, attualmente disponibile al pubblico solo in parte. Il Dott. Patamia ha spiegato “il ritardo con la necessità di selezionare e aggiornare l’enorme mole di reperti” e ha annunciato come possibile scadenza, dalla quale cittadini e turisti potranno godere di tutti i tesori della struttura piacentiniana, quella del prossimo autunno. Sul punto il Comitato Bronzi-Museo (che con la petizione ha sempre insistito sull’importanza fondamentale del riallestimento dell’intera collezione museale e dell’apertura totale del Museo) si è impegnato a verificare i vari step che saranno fatti sollecitando e vigilando perché questa scadenza sia rispettata.
    L’incontro è stato concluso da una relazione del restauratore della Soprintendenza Archeologica della Calabria Cosimo Giorgio Schepis, autore nel Palazzo Campanella del terzo ed ultimo restauro assieme a Paola Donati dell’Istituto Centrale del Restauro. Schepis ha rivissuto e ricostruito – col supporto della proiezione di una ricca e inedita documentazione fotografica – lo stato di rischio in cui sono state trovate le opere e le modalità adottate per una ripulitura meticolosa che ne ha fermato il processo di degrado e le ha riportate a nuova vita. La sua relazione, seguita anche da visitatori provenienti da altre parti d’Italia, ha avuto il merito di rendere tutti edotti dell’estrema fragilità dei Bronzi e della saggia e ovvia presa d’atto della loro inamovibilità. “Sono troppo unici e preziosi – ha concluso Schepis – per correre il rischio di farli disintegrare”.

    Sono intervenuti:
    – I componenti del Comitato per la Valorizzazione e la Tutela dei Bronzi di Riace e del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, Francesco Alì e Pasquale Amato (docente universitario di Storia dell’Europa contemporanea)
    – Il Segretario Regionale dei Beni Culturali e Responsabile pro-tempore del Museo di Reggio Calabria, Dott. Salvatore Patamia
    Cosimo Giorgio Schepis, restauratore Soprintendenza Archeologica della Calabria

    I numeri della petizione:
    – 10.789 firme sul sito Firmiamo.it (link: http://goo.gl/EPBsZH)
    – oltre 20.000 condivisioni complessive su tutti i principali social network
    – 3.650 fan per la pagina Facebook “Comitato Bronzi di Riace e Museo Magna Grecia di Reggio Calabria”