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Reggio, Camera di Commercio: Rapporto 2015 su andamento provincia

Anche nel 2014, l’economia reggina ha subito l’evoluzione del contesto economico internazionale e nazionale, come noto caratterizzato da difficoltà rilevanti, solo negli ultimi mesi accompagnate da qualche timido segnale di ripresa. Un contesto, quello internazionale, che favorisce le economie aperte e competitive e che, contrariamente, incide negativamente sul benessere dei territori più chiusi, tra cui quelli meridionali.
Particolarmente significativo è il dato relativo all’andamento della ricchezza prodotta nella provincia di Reggio Calabria, che risulta ancora in contrazione ( -1,4% in termini nominali), pur se sullo stesso ritmo di quello medio regionale; diversamente, il Paese complessivamente considerato ha sperimentato una crescita, segnando un incremento del +0,2%, ampliando così il divario tra la provincia e il resto della Penisola.
Un trend recessivo, quello reggino, che si protrae da almeno tre anni e che si spera cessi proprio nel 2015, grazie anche alla ripresa della voglia di fare impresa, sancita da un tasso di crescita della numerosità imprenditoriale, nel 2014, pari all’1,6% (+0,5% in Italia).
Un percorso certamente positivo al quale sottintende anche una maggiore strutturazione del tessuto imprenditoriale, grazie ad un aumento pari a +6% circa dello stock di società di capitali, come noto più complesse e meglio equipaggiate per l’accesso ai mercati esteri e la competizione internazionale.
Una maggiore vitalità imprenditoriale sembra anche tradursi in una leggera ripresa dell’occupazione. Nel 2014 Reggio Calabria assiste ad un incremento dei posti di lavoro, seppur lieve (pari ad appena mille unità). Del resto, alla luce della dinamica complessiva dell’ultimo decennio, durante il quale i posti di lavoro reggini sono diminuiti complessivamente del 15% (oltre 25mila unità), un’interruzione dell’emorragia appare già come un segnale positivo. Il tasso di occupazione, dopo l’incisiva flessione sperimentata nel 2013, nel 2014 rifiata attestandosi al 38,6%, di poco inferiore alla media calabrese (39,3%) ma molto lontano dalla media Paese, in cui l’incidenza degli occupati sulla popolazione in età lavorativa raggiunge il 55,7%.
I dati del sistema informativo Excelsior, relativi al primo trimestre 2015, sembrano confermare l’evoluzione positiva del mercato del lavoro locale, con un ammontare di assunzioni programmate dalle imprese stimabile in circa 600 nuovi posti di lavoro, il 7,0% in più rispetto alle previsioni del primo trimestre 2014.

Si tratta evidentemente di timidi dati positivi, non ancora tali da supportare un’inversione del ciclo economico, che richiederebbe, tra l’altro, maggiori investimenti privati e, quindi, un miglioramento delle condizioni di accesso al mercato creditizio. I finanziamenti erogati dagli istituti di credito della provincia di Reggio Calabria hanno continuato a ridursi, tra l’altro ad un tasso superiore a quello italiano (-3,1% contro il -1,1% medio nazionale).
La stretta creditizia origina anche dal continuo peggioramento della qualità del credito. L’indice sintetico di rischiosità, ottenuto dal rapporto tra sofferenze e impieghi, conferma una situazione tutt’altro che rosea. La provincia registra un tasso di insolvenza pari al 17,3%, a fronte di un dato medio nazionale del 9,3%.
Migliorano le relazioni commerciali con l’estero, che nel 2014 segnano un +18,4% delle esportazioni. Tuttavia il valore complessivamente esportato risulta ancora di esigua entità, attestandosi ad appena 133 milioni di euro. In linea con l’andamento di lungo periodo, le importazioni continuano a superare le esportazioni, con una bilancia commerciale che continua ad essere negativa.
Le imprese reggine, dunque, si mostrano ancora poco propense a sfruttare i mercati internazionali per cercare di ovviare alla stagnazione della domanda interna.
In questo contesto, una sfida strategica per la promozione del nostro territorio è sicuramente il turismo, che offre significative opportunità di internazionalizzazione e attrazione di risorse dall’estero. La presenza di crescenti flussi turistici stranieri può diventare anche uno strumento per veicolare la conoscenza del patrimonio culturale ed enogastronomico del nostro territorio. La provincia di Reggio Calabria deve fare propria questa convinzione e agganciare il trend di crescita del turismo mondiale, recuperando un gap col resto d’Italia, soprattutto nei confronti dei viaggiatori internazionali. Guardando alla provenienza della domanda turistica, però, emerge come il turismo straniero incida solo per il 14,3%, a fronte del 48,4% nazionale e nonostante un patrimonio artistico e naturale di primo ordine. E’ su questo tema che, molto probabilmente, si giocherà il futuro della provincia nei prossimi anni.

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