Calabria – Sanità: un modello utopico diventa realtà (FOTO E VIDEO)

venerdì 10 luglio 2015
20:47
Ambulatorio di medicina Pellaro

di Domenico Grillone – Hai bisogno di una ecografia o di un elettrocardiogramma ma non puoi permetterti di pagare il ticket o, peggio ancora, una visita privata da uno specialista? Non importa, ti prenoti e doni quanto puoi, anche qualche spicciolo. Funziona così nell’ambulatorio di medicina solidale realizzato dall’Ace (Associazione calabrese di epatologia) a Pellaro, in una struttura adibita un tempo come residenza psichiatrica ma poi abbandonata, vandalizzata ed occupata abusivamente. I medici volontari dell’associazione, dopo aver avuto lo stabile in comodato d’uso dall’Asp, si sono rimboccati le maniche e nel giro di pochi anni hanno creato un gioiellino di assistenza sanitaria, dotato di strumentazioni nuove e sofisticate, che guarda principalmente ad un rapporto empatico, emozionale con i pazienti. E la cosa funziona talmente bene che gli stessi pazienti si sentono responsabilizzati, sentono di far parte di un progetto apparentemente utopico e che invece rappresenta già una splendida realtà.

Ambulatorio di medicina PellaroUndici medici sotto contratto e 3 amministrativi, insieme ai circa 20 volontari, tra medici, infermieri, biologi ed amministrativi che fanno funzionare perfettamente un modello sanitario che probabilmente non esiste in nessuna altra parte d’Italia. Trentamila le visite registrate l’anno scorso, con medici e professionisti motivati, molti dei quali prestano la loro opera in maniera totalmente gratuita. Ambulatorio dimedicina Pellaro 4L’ambulatorio è già in funzione dalle sette e trenta del mattino e chiude alle otto di sera. Le prenotazioni sono telefoniche, al momento non può certo permettersi un call center, ma alla fine i conti tornano. E con circa trecentomila euro l’anno, frutto di donazioni da parte di semplici cittadini e qualche contributo da Fondazioni, l’associazione riesce a far quadrare il bilancio. Ma è la ricerca il fiore all’occhiello dell’Ace, apprezzata dalle maggiori istituzioni scientifiche mondiali. A spiegarlo è lo stesso direttore dell’ambulatorio, il dottore Lino Caserta.

Ambulatorio di medicina Pellaro Dottore Caserta

Lino Caserta

“Abbiamo cominciato a lavorare in maniera sistematica dal 2002 anno in cui realizzammo uno studio sulla popolazione di Cittanova, circa 1600 pazienti: uno studio epidemiologico sulla prevalenza delle malattie del fegato. Cioè con quale frequenza si riscontra una determinata malattia in una popolazione. Contemporaneamente cercammo di capire le cause della malattia. Ci aspettavamo una elevata prevalenza di malattie del fegato legate alle infezioni virali, soprattutto dal virus c, perché nella nostra attività clinica ricevevamo tanti pazienti, soprattutto dalla Piana, con infezione da virus c. In realtà abbiamo scoperto attraverso lo studio che la prevalenza delle malattie da virus c non era superiore rispetto ad altre zone del sud Italia. Ma il dato importante che venne fuori era una nuova malattia metabolica, l’accumulo di grasso nel fegato legato al sovrappeso e che può provocare tante complicazioni. Questo studio sancì quindi il passaggio delle malattie della povertà, quelle determinate dalle infezioni, quest’ultime in genere rappresentano il risultato di condizioni igieniche precarie, alle malattie legate a problemi metabolici (il sovrappeso)”.

Ambulatorio dimedicina PellaroLo studio, condotto da una ventina di persone, proprio perché riuscì ad individuare questo momento di passaggio, fu considerato dagli epatologi americani come il più importante, a livello mondiale, condotto nel 2005. E pubblicato dapprima su Hepatology, la più importante rivista al mondo che riguarda il fegato, e poi in decine di altre riviste scientifiche. Ne diede notizia perfino la Cnn. Lo stesso Istituto Superiore di Sanità dopo la ricerca istituì un rapporto di collaborazione con il gruppo di studio. Da qui iniziano collaborazioni con importanti istituti di ricerca ed il gruppo riceve tante attenzioni dal mondo scientifico, compresa l’Università di Milano. L’Università di Harward, quella di Boston, l’Università Johns Hopkins di Baltimora dove opera il più grande epidemiologo al mondo, Moyses Szklo, e tante altre istituzioni scientifiche molto interessate alle ricerche condotte dal gruppo. Sembra incredibile ma a fare tutto questo è una piccola struttura di volontariato, e con poche risorse.

“L’aspetto interessante dello studio – spiega Caserta – e che si lega ai nostri tempi, è che la malattia cronico-degenerativa, quella soprattutto metabolica, colpisce soprattutto le fasce di popolazione più fragili dal punto di vista culturale, economico e sociale e che risiedono nelle periferie. Tutto questo si lega ad un arretramento del sistema nazionale sanitario proprio nell’assistenza a questi soggetti. Servizi territoriali assolutamente assenti, immolati in nome della crisi e dei bilanci. Oltre al fatto che sulla prevenzione si spende solo il 5, 6 per cento della spesa sanitaria globale, puntando invece sulla cura all’infermità e quindi sulla diagnosi, sul farmaco, sugli apparecchi diagnostici ecc. In Calabria i poveri o pagano il ticket oppure sarà difficile per loro curarsi”.

Ambulatorio dimedicina Pellaro 3L’ambulatorio, quindi, punta innanzitutto sul concetto di prevenzione: nutrizionisti, psicologi, ambulatori dedicati ai problemi metabolici con rischi cardiovascolari. L’elemento nuovo in tutta questa storia che sembra uscita da un libro delle favole e che invece è una splendida realtà, è che esiste una unità locale che riesce a fare epidemiologia ed orientare la proposta sanitaria sulla base di quelle che sono le esigenze epidemiologiche. “Cerchiamo anche di sensibilizzare e formare gli specialisti del territorio rispetto a quello che si ritrovano in ambulatorio – aggiunge Caserta – e come trattarlo al meglio, senza sprecare risorse. Quindi, ricerca formazione e cura delle persone. L’aspetto innovativo, ed in un certo senso rivoluzionario, è che tutto questo non si trova in nessun posto”.

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