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    Elisabetta Tripodi

    Rosarno senza sindaco, Tripodi: ‘Per motivi meschini hanno impedito il cambiamento’

    di Clara Varano – Via minoranza e via l’unico consigliere di maggioranza, Domenica Varrà, che fino ad oggi ha tenuto in piedi l’amministrazione di centrosinistra di Elisabetta Tripodi a Rosarno. “Erano due anni e mezzo – spiega l’ormai ex sindaco della città reggina – che eravamo in questa situazione”.
    Una fine che brucia proprio perché arriva a meno di un anno dal termine del mandato. “Sono dispiaciutissima per la situazione – commenta Elisabetta Tripodi –. Non per me, ma per la città. Si era finalmente invertita la rotta. Avevamo appaltato opere per 30-35 milioni di euro e si stavano realizzando tutte in tempi veloci per un unico mandato”.
    Da oggi, dopo l’ufficializzazione dello scioglimento dal parte del presidente della repubblica Sergio Mattarella, inizia già a sentirsi l’odore ben noto a rosarnesi del commissariamento. Dal 2003, infatti, come ricorda lo stesso primo cittadino, nessuna amministrazione ha concluso il mandato. “Si parla tanto di Platì – sottolinea – ma anche le realtà più grandi come Rosarno richiedono una certa dose di coraggio a candidarsi”.
    L’augurio di Elisabetta Tripodi, disponibile a collaborare con chi reggerà l’amministrazione, è che tutti i progetti vengano portati a termine anche con il commissario. “Chi ci ha mandati a casa – accusa infine – si assuma la responsabilità di far governare la città per 12 mesi da un commissario che sicuramente non avrà un rapporto politico con la cittadinanza. Si è voluto impedire un cambiamento radicale nella prospettiva politica di questo luogo, un luogo difficile. Mancava poco ed avremmo raccolto i frutti di tutto quello che avevamo seminato. Si è voluto interrompere questo percorso per motivi meschini di natura personale che poco hanno a che vedere con la politica”.