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EtnoSound – All’auditorium comunale di Roccella Ionica la presentazione del nuovo lavoro “Simu ccà”

Si svolgerà il prossimo 2 giugno, martedì, la presentazione del nuovo cd degli EtnoSound. La location scelta, anche per quest’anno, l’auditorium comunale di Roccella Ionica. Presenterà la serata (che è patrocinata dal comune ionico) Clarissa Tripodi. Il titolo scelto per il disco è “Simu ccà”. Un atto di amore per la propria terra, la Calabria, dove i sei musicisti hanno deciso di voler rimanere, proponendo le loro canzoni ad un pubblico sempre più numeroso, che di volta in volta riempie le piazze per ballare al ritmo delle loro note.
“Simu ccà” è composto da dieci tracce, registrate a Rizziconi negli studi della “Artetica Produzioni Musicali”. Il disco è prodotto dalla “Dialetnica” di Natale Centofanti Brani inediti, così come “rielaborazioni” di antichi testi popolari conosciuti da tutti. Arrangiamenti maggiormente curati, armonie nuove, “tocchi” di sperimentazione. Si parte con “Vitti na bella mia”, un brano per sola voce e lira cantato da Pasqualina Masi, ospite d’eccezione per questo brano. Il secondo brano del cd è “Cummari nd’aviti palumbi”, celebre filastrocca riarrangiata in “chiave EtnoSound”. Il terzo pezzo è quello che da il nome al disco. Un pezzo che parla di Calabria, quindi, che mette in risalto quelle che sono le sue bellezze ed il calore del suo popolo. “U vutu (A Santu Roccu)”, invece, parla della devozione verso San Rocco, appunto, uno tra i santi più venerati in Calabria, che quasi in ogni centro trova molti fedeli pronti a fare “voto” al santo pellegrino per ottenere una “grazia”. “Moru d’amuri” e “Facci di Rosa” sono due canzoni d’amore “passionale”, a volte anche sofferto. Il settimo brano, “Celu e mari” tocca uno dei temi più difficili ed impegnativi degli ultimi tempi, che è quello dell’immigrazione. Racconta di un giovane immigrato che va via dal suo Paese d’origine, pur sapendo che difficilmente rivedrà la sua famiglia, ma che una volta approdato in Calabria “rinasce” grazie all’affetto ed al calore della sua gente. Il brano ha come ospite Munzar Alì (Pakistan) alla voce, e Riccardo Anastasi alla fisarmonica. “Tarantella cantata” è un altro testo popolare rivisitato, mentre “U Piscaturi” è probabilmente il brano più “sperimentale” fatto dagli EtnoSound, a metà fra la tradizione e l’innovazione. Chiude il disco “All’usu anticu”, brano strumentale suonato, come recita il titolo, come si usava fare una volta.
Insomma, ci sono tutti i presupposti affinché il disco trovi i consensi e gli apprezzamenti da parte del pubblico, che, con i tre dischi precedenti, ha già dimostrato il proprio affetto alla band etno-pop.

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