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Reggio, Battaglia attacca: ”Manovre subdole”. Falcomatà: ”Voto regolare”

Dopo l’ubriacatura iniziale è già bufera nel Partito Democratico reggino. A poche ore dalla proclamazione ufficiale del candidato vincitore delle primarie Giuseppe Falcomatà, lo sfidante Domenico Battaglia, sopravanzato di appena 200 preferenze, prende carta e penna ed in una nota durissima attacca lo stesso Falcomatà e tutto il gruppo dirigente provinciale del partito. Già la sua assenza nel corso della conferenza di proclamazione di Falcomatà non lasciava presagire buoni auspici circa la volontà di ricomporre dopo la contesa elettorale. Battaglia parla apertamente di ”aggressione, non solo mediatica, che in silenzio ho subito ed ha disorientato una moltitudine di elettori “condizionando” la libera espressione del voto”.

Accuse pesantissime da parte del candidato giunto secondo nella competizione elettorale interna al centrosinistra. Primarie – secondo Battaglia – ”caratterizzate da manovre subdole per attribuirmi, nonostante la mia storia trasparente, scorciatoie mai percorse. Di fatto è stato scientemente e strumentalmente confuso il mio sforzo di intercettare gli elettori moderati, apostrofandomi come l’uomo degli accordi e questo in una città dove circa il 70% degli elettori ha, nel tempo, tributato ogni successo al centrodestra”. Il riferimento, inequivoco, va a quanto accaduto a poche ore dall’apertura dei seggi quando dal Pd si era denunciato un tentativo di inquinamento del voto da parte del centrodestra. ”A tali misere e strumentali affermazioni – prosegue Battaglia – avrei potuto rispondere e con gli stessi  toni ma non l’ho fatto e non lo faccio per stile personale e per sintonia con lo spirito delle primarie. Per lo stesso motivo, all’estemporanea variazione degli orari di apertura e chiusura dei seggi non mi sono frapposto nonostante le diffuse anomalie nei seggi non ci lasciano tranquilli circa la correttezza delle operazioni di voto”.  Agli elettori, dichiara ancora Battaglia ”diciamo che siamo e restiamo in campo con il nostro impegno caratterizzato dalla ferma volontà di unire e non di dividere, di dialogare e non di offendere”. Non risparmia infine una critica feroce al gruppo dirigente del partito: ”Alla nomenclatura del partito democratico reggino ,schierata chiaramente alle primarie, dico che ha inteso regalare alla Città una ennesima stagione tutta giocata sul terreno della disputa personale e non a difesa degli interessi di Reggio e dei suoi cittadini”.

Affermazioni violente alle quali il candidato giunto primo alle primarie Giuseppe Falcomatà ha risposto affidando a Strill.it il suo pensiero. ”Spero che le quanto dice battaglia siano affermazioni dettate dal momento, magari dovute al fatto che sono passate poche ore e si tratta di un commento a caldo. Auspico che queste parole possano essere smentite con l’impegno in prima persona a sostegno del candidato sindaco”. Scendendo nel dettaglio poi Falcomatà fa riferimento alle accuse di Battaglia circa la regolarità del voto. ”Oggi alla conferenza stampa – spiega – i rappresentanti del comitato organizzativo delle primarie hanno dichiarato che non ci sono state anomalie. I presidenti di seggio, gli scrutatori e i rappresentanti di lista non hanno segnalato problemi, nonostante fossero omogeneamente distribuiti su tutto il territorio”. Ed infine riguardo l’ipotesi di inquinamento Falcomatà precisa: ”Io non ho mai parlato di accordi. Ho solo parlato di un impegno concreto in queste primarie da parte di rappresentanti istituzionali del centrodestra. Questo per rimarcare il fatto che noi non parliamo solo tra di noi, parliamo a tutta la città. Un conto è parlare agli elettori delusi, un conto è parlare con chi ancora riveste ruoli istituzionali e fa parte del gruppo dirigente che ha governato fino ad oggi in questa città. Non si trattava comunque di un pettegolezzo. Ci sono delle prove documentali e per altro anche ieri ai seggi era evidente la presenza di soggetti che facevano riferimento ad altre forze politiche. Questo dato in ogni caso non ha influito perché quello che noi auspicavamo, cioè una grande partecipazione popolare, ha fatto si che il dato non venisse inquinato. Se ci sono stati tentativi in tal senso, la grande affluenza ha consentito di superarli”.

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