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    Reggio riunione Pd, Romeo: ”Dal governo Scopelliti ereditiamo la peggiore situazione”

    di Domenico Grillone – Da una parte il documento elaborato dai circoli del Pd sul tema dei trasporti e delle infrastrutture dell’area metropolitana, con il quale vengono analizzate le diverse criticità e le proposte per risolverle. Dall’altra l’illustrazione del sottosegretario ai Trasporti ed alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, dell’elenco delle opere pubbliche contenute nell’11° allegato Infrastrutture e previste per la Calabria, approvato dal Consiglio dei Ministri e dalla Conferenza Stato – Regioni. In mezzo la replica del Pd locale al Nuovo centrodestra che in un recente nota stampa ha addebitato al Pd, ed in particolare al consigliere regionale Demetrio Naccari Carlizzi, lo sfascio dell’Atam. Infine la buona notizia sulla variante di Cannitello, l’intubata ferroviaria costruita quale opera propedeutica al Ponte sullo Stretto, meglio conosciuta come l’ecomostro di Villa San Giovanni: il sottosegretario ai Trasporti ed alle Infrastrutture ha confermato l’impegno del ministro Lupi di affidare i lavori ad un nuovo contraente generale. Sono questi gli elementi principali della conferenza stampa indetta dal Pd e svoltasi nella sede della federazione provinciale di Reggio Calabria, per parlare proprio del tema delle infrastrutture e mobilità. Ed a farlo, assieme a De Caro, c’erano il segretario provinciale Seby Romeo, lo stesso consigliere regionale Naccari assieme al collega Nino De Gaetano, l’onorevole Enza Bruno Bossio e numerosi esponenti dei tanti circoli della città e provincia. Sul documento, già consegnato nelle mani del sottosegretario, è dapprima Romeo a spiegare che “si tratta di un lavoro elaborato e realizzato dai circoli del Pd. Tra sei mesi, magari dopo uno studio di fattibilità che noi proponiamo di realizzare insieme all’Università ed il sindacato, vorremmo che De Caro tornasse e ci dicesse quali impegni il Pd, rispetto al documento, può assumersi ed assolvere in collaborazione con il Governo”. Nel confermare la visita istituzionale prevista per giorno 14 del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il segretario provinciale è certo di un suo accenno alla questione dei fondi comunitari. “E’ notorio che il governo Scopelliti ci consegna la peggiore situazione europea in termini di rendicontazione, di spesa e di restituzione dei fondi comunitari e quindi lo stesso Renzi vorrebbe invertire concretamente questa tendenza”. In tutto questo Romeo non dimentica di rispedire al mittente le accuse lanciate dal Ncd a Naccari ed al partito democratico sulla vicenda dell’Atam. “E’ noto che l’Azienda trasporti per l’area metropolitana è stata amministrata anche da Arena e ha dei debiti causati da una mala gestione anche rispetto a consulenze, forniture, mancato rispetto del piano dei trasporti e così via. E’ stato utilizzato come bacino clientelare ed è inaccettabile che venga chiesto conto al Pd che invece quando ha potuto ha agito in favore dell’Atam e dei suoi dipendenti. A noi interessa il futuro dell’azienda dei trasporti e dei suoi lavoratori, Tuttavia, ricevere delle accuse dai responsabili del suo fallimento ci sembra troppo”. Non sembra preoccuparsi molto della polemica Demetrio Naccari, molto più interessato ai temi delle infrastrutture. E la liquida con poche battute. “l’Atam paga più degli altri l’insieme di azioni che nel corso degli anni sono state portate avanti dai soggetti che hanno avuto la responsabilità dell’Atam, del Comune e della Regione, quest’ultima negli ultimi quattro anni, capaci di centrare tutti i target in negativo, di fallimento o addirittura di bancarotta”.
    Tornando al documento, tanti gli aspetti presi in considerazione e tra questi il potenziamento ed una maggiore organicità dei collegamenti tra Reggio e Messina; la centralità dei sistemi portuali come motore di sviluppo economico con la figura del Porto di Gioia Tauro a fare da collante per le strategie territoriali della città Metropolitana di Reggio, Messina e Villa San Giovanni. Magari con la costituzione di un’unica autorità portuale dell’Area dello Stretto. E poi il raccordo tra il porto di Reggio, l’aeroporto, a sua volta collegato con un nuovo terminal passeggeri integrato con il servizio ferroviario metropolitano di superficie e quello regionale sulle due direttrici tirrenica e ionica; una rete infrastrutturale da sviluppare e potenziare al servizio delle peculiarità commerciali, industriali e turistiche del territorio. Non manca la necessità “di sviluppare una maggiore sinergia tra Amministrazioni regionali, provinciali e comunali per definire, d’intesa con il Ministero, una nuova visione strategica che ricomprenda l’intera area metropolitana dello Stretto da gestire “come un sistema di trasporto locale integrato con tutte le modalità (ferroviario, stradale, aereo etc.) come avviene all’interno delle grandi aree metropolitane”. Per il sottosegretario la risposta a queste tante proposte contenute nel documento arriverà ben prima dei sei mesi chiesti da Romeo. La parola passa al sottosegretario ai Trasporti che elenca le opere infrastrutturali pubbliche calabresi contenute nell’apposito allegato, peraltro già passato da ogni sorta di esame. Per De Caro l’ammodernamento dell’autostrada Sa-Rc, la velocizzazione della rete ferroviaria del Meridione, il raddoppio della statale 106 ionica, i diversi progetti che investono il porto di Gioia Tauro, la trasversale delle Serre ed altre opere infrastrutturali idriche a carico della Sorical si traducono in circa sette miliardi cash da poter investire già in questo esercizio finanziario. Ma allo stesso tempo avverte della necessità di utilizzare nella maniera più efficiente i fondi assegnati per poi realizzare correttamente le varie opere. Perché se fosse diversamente, ricorda il sottosegretario, il commissario della spending review, Cottarelli, non aspetterebbe neanche un minuto, lui abituato a raschiare il fondo del barile, a revocare i finanziamenti. E per spiegarsi meglio De Caro aggiunge. “Esiste uno schieramento trasversale in parlamento che non è ben orientato verso il Mezzogiorno. Ma con qualche argomento da mettere in campo che non è soltanto la questione della legalità, ma anche quello relativo alla nostra capacità di spesa. Cioè chiediamo risorse ma allo stesso tempo non riusciamo a dare la dimostrazione di aver speso quelle che già erano state assegnate”.