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    Reggio: sorpreso in una villa alle porte di Antibes il latitante Giovanni Franco, affiliato al clan Barreca

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    Lo hanno sorpreso nel giardino di una villa, nel cuore di un quartiere residenziale alle porte di Antibes. Nella rinomata località

    balneare della Francia,  Giovanni Franco (cl. ’47) aveva trovato rifugio per sfuggire alla pena di 11 anni e 4 mesi di reclusione inflittagli per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti inflittagli dalla Corte d’Appello reggina il 17 febbraio del 2012. Ma anche dal luogo della latitanza Franco aveva trovato anche il tempo di continuare a gestire i suoi affari illeciti. Ritenuto vicino alla cosca Barreca, Franco è stato catturato al termine di mirati servizi di osservazione e pedinamento svolti dal personale della Squadra Mobile reggina, supportata dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e dal collaterale organo della Polizia francese del dipartimento di Marsiglia che, una volta sicuri della presenza del latitante, hanno eseguito un blitz all’interno della villa con l’impiego di numerosi uomini e mezzi.
    Un risultato importante, frutto del lavoro di coordinamento svolto dalla Procura della Repubblica –Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che si sono avvalsi del prezioso contributo dell’Interpol.

    villafranco
    Il Questore Guido Longo, non nasconde che non è stato semplice muoversi fuori dal nostro Paese con legislazioni differenti rispetto alle nostre, ‘’ma grazie alla Dda di Reggio, sempre presente al nostro fianco – sottolinea – si è riusciti a mettere le manette ad un grosso boss delle zone di Pellaro, Motta San Giovanni e Lazzaro sulle cui tracce eravamo già da un anno’’. D’altra parte, finito il clan Barreca, Giovanni Franco si è posto all’attenzione delle forze dell’Ordine come elemento di spicco di quella zona. Si era trasferito in Francia, almeno da gennaio di quest’anno, assicura il capo della squadra Mobile Gennaro Semeraro, che racconta come il latitante fosse solo al momento dell’arresto (benché fosse aiutato da una rete di fiancheggiatori) e come sia stato trovato in possesso di carta d’identità intestata ad un parente, ma con cognome diverso. Sulla vicenda a cui hanno lavorato il Procuratore Cafiero De Raho e il sostituto della Dda Giuseppe Lombardo, Semeraro insieme alla dirigente Roges, sottolinea che l’operazione ha comportato un enorme sacrificio: ‘’Siamo partiti dai familiari di Giovanni Franco – dicono – e il cerchio si è stretto fino ad arrivare in Francia. Lì finalmente, ieri, su nostre indicazioni la polizia francese lo ha arrestato’’.
    ‘’La cattura dei latitanti – rimarca poi il Questore Longo – rientra in una strategia precisa, perché prenderne uno di spessore significa creare problemi organizzativi. Soprattutto perché vengono presi quando ancora sono attivi, e la loro cattura ci aiuta a capire la realtà delle cose’’. La Questura fa anche la conta, ricordando che nel giro di pochi mesi sono state messe le manette a qualcosa come 8 o 9 latitanti, con Giovanni Franco a rappresentare il più importante dopo la recente cattura di Labate.
    D’altra parte l’excursus criminale di Franco risale agli anni ’70, annoverando nel tempo diverse condanne per emissioni di assegni a vuoto, ricettazione, evasione, falsi in genere, porto abusivo e detenzione d’ armi, favoreggiamento ed estorsione. Saranno le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, Giacomo Lauro e Filippo Barreca, a collocarlo quale elemento di spicco all’interno del clan Barreca con base operativa in quel di Pellaro.
    Negli anni successivi Barreca è stato invece coinvolto in diverse vicende giudiziarie sullo sfondo di traffici illeciti di sostanze stupefacenti. Resosi irreperibile già nel 2003, per poi costituirsi l’anno successivo nell’ambito dell’operazione ‘’Marine’’ scaturita dalle indagini condotte dai Ros dell’Arma dei Carabinieri sempre in ambito di stupefacenti, Franco è stato tratto in arresto nel 2007 nell’ambito dell’operazione ‘’Chalo Nero’’ per traffico di cocaina, eroina e hashish. Proprio per questo reato Giovanni Franco fu condannato a 11 anni e 4 mesi, dandosi quindi alla latitanza.