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Lamezia Terme (Cz): Palabras/Words: il tango come linguaggio urbano universale

Segue la nota: Un lungo applauso ha omaggiato gli autori e interpreti di Palabras/Words, spettacolo internazionale di tango andato in scena, come prima assoluta, ieri al teatro Grandinetti di Lamezia Terme.

Un’esibizione che rompe i canoni classici del tango e cerca nuove vie di espressione, attraverso le parole che a volte significano tutto e a volte significano niente. La danza allora carica di valore parole come identità, passato, ironia, cercando di oltrepassare la vuotezza con cui spesso le parole vengono utilizzate. C’è la musica e c’è la danza in Palabras, ma non solo. Ci sono anche le immagini a dare un significato più profondo alla rappresentazione. Immagini del caos quotidiano delle città, con il supporto dei suoni e delle voci provenienti dalla strada, che tuttavia riacquistano un’armonia nella danza. I quattro ballerini danzano anche senza musica, con l’unico “disturbo” delle voci indistinte che si possono percepire sul marciapiede di qualsiasi centro urbano del mondo. Il tango è cultura popolare e in Palabras si coglie la sua essenza, frutto di immigrazione, mescolanza e contaminazione multietnica. Un incontro di lingue e culture diverse, che il tango riesce a racchiudere e sintetizzare traducendole in danza. Ed è proprio grazie a essa che i molti immigrati in america latina hanno superato le difficoltà di vivere in un altro mondo, il caos delle città che li hanno accolti e hanno ritrovato l’armonia della loro vita quotidiana. Un’armonia che si ritrova spesso durante lo spettacolo, in particolare nel ménage à trois composto da Cantarelli, Wildenburg e Demiray. Durante il passo a tre, i corpi si mescolano e si incastrano alla perfezione, trasmettendo una passione che va anche oltre i canoni classici del sentimento. Un viaggio di oltre un’ora che ci fa vivere in prima persona la storia del tango e le sue peculiarità. Per Cantarelli, Mercurio, Demiray e Wildenburg il tango rappresenta una crepa nel muro, dalla quale poter intravedere, rivedere la vita. Sono gli stessi interpreti, provenienti da paesi e culture diverse, a testimoniare il linguaggio universale di una danza che ha ormai una grande tradizione alle spalle e un futuro in continuo divenire.

Gli artisti

Alex Cantarelli, filosofo, danzatore e regista, ha indirizzato fin dall’inizio la sua opera alla creazione di un linguaggio coreografico che interpreti la musica più varia. Il suo lavoro spazia dalla musica classica alla musica pop, all’opera lirica. È autore dei libretti, dei testi dei suoi spettacoli, segnalati più volte dalla critica come veicoli di evidenziamento della società e delle sue anomalie. Ha curato le coreografie del film “Denti” di Gabriele Salvatores, lavorato in alcuni recitals con Michele Placido, e Caterina Vertova e collaborato con Giorgio Barberio Corsetti ed il premio Oscar Luis Bacalov.
 Mimma Mercurio, attrice e danzatrice professionista, ha studiato teatro e danza contemporanea con personaggi di spicco della scena europea, ed ha lavorato con grandi nomi del teatro italiano quali Giulio Bosetti, Ermanno Olmi, Giulio Scarpati, Roberta Torre, Luca Ronconi, Giorgio Barberio Corsetti. Si avvicina al Tango studiando con Gabriel & Natalia, Claudia Codega & Esteban Moreno. Nei primi mesi del 2000 Alex e Mimma fondano la Compañia Meditango, (poi MDTC). Hanno tenuto seminari di Tango in moltissime città d’Italia e d’Europa. Sotto il nome di Meditango hanno prodotto e rappresentato numerosi repertori tra teatro, Tango e sperimentazione di linguaggi, danze, corpi, gesti, parole. Tra essi vari importanti progetti come lo spettacolo Tango Variationen ospite al Festival di Salonicco, in Sicilia e al Teatro Filarmonico di Verona (2000); lo spettacolo “Tango Niuru” per il Comune di Siracusa e di Acireale ed in replica a Roma, Lecce, Catania, Belluno, Gela (2001); la saga dei Tres Colores di cui fanno parte Tango Blue -1.Libertè, Tango Blanco – 2. Egalité e Rosso – 3. Fraternité (2003-2006); il progetto Generatio, con 4 episodi finora messi in scena, sperimentazioni drammatiche sul tema della generazione. Dal 2006 producono una performance di Tango, di cui sono autori e coreografi, con 120 allievi in scena. Dal 2005 organizzano e dirigono il Meditango Festival a Roma, manifestazione che negli anni ha visto la partecipazione di oltre 40 artisti tra cui Pablo Veron, Esteban Moreno e Claudia Codega, ElectrocuTango, Otros Aires, Juanjo Mosalini, Adrian Veredice e Alejandra Hobert, Javier Girotto. Hanno danzato nell’ultima opera-ballet di Luis Bacalov con regia di Giorgio Barberio Corsetti, prodotta dall’Accademia Chigiana di Siena, con le coreografie di Tango di Alex Cantarelli, andato in scena al Teatro Rozzi di Siena e al Teatro Verdi di Pisa (2009).

Biki Wildenburg e Muzzaffer Demiray, danzatori e fondatori della scuola Tango La Zapada di Utrecht, lavorano con diverse forme di Tango, a volte più tradizionale, altre più moderno e sperimentale. Sono protagonisti della scena olandese e del Nord Europa da quasi 20 anni, con seminari e show in Olanda, Belgio, Germania, Francia, Italia, Scozia, Danimarca, Svezia. Il loro stile è giocoso, musicale, dinamico. Sperimentano sulla virtuosità con movimenti ritmici e dinamici. Cercano di esprimere nelle loro performance i contrasti di cui il Tango è costituito (felicità/tristezza, velocità/lentezza, ecc.). Come maestri dedicano se stessi ad una conoscenza complessiva della tecnica dei movimenti, che valorizzino sia l’approfondimento e la conoscenza di alcuni movimenti, sia l’improvvisazione. A partire dal 1997 iniziano a lavorare in varie performance teatrali. Nel 2004 formano il gruppo Compañía Zárate, composto da  9 artisti: 5 musicisti e 4 ballerini. Con la Compañía Zárate hanno realizzato lo spettacolo Ensueños de Tango, in tournée per tutta Europa fino al 2007. Sono stati inoltre protagonisti dello spettacolo per bambini Orfheus en de Hellehond van de Hades, dell’attore olandese Frankt Groothof.

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