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    Nucera: “Medici calabresi criminalizzati”

    Dal consigliere regionale Giovanni Nucera riceviamo e pubblichiamo 

    Quale serenità per i medici calabresi? I recenti casi di malasanità, presunta o accertata, hanno toccato il cuore di tutti i calabresi. La tragedia delle giovani vite stroncate in ospedale, meritano però, passato il momento della comprensibile rabbia e dell'esternazione del dolore, una pacata riflessione sul sistema sanitario calabrese.I medici e il personale sanitario non possono essere additati come facili capri espiatori di un "malessere" cronico che è sotto gli occhi di tutti. Ci sarà un perché se i medici calabresi, quando operano lontano dalla Calabria, trovano ovunque allori e riconoscimenti grazie alla professionalità e alla preparazione, e proprio nella nostra terra, al contrario, vengono adesso "criminalizzati" per colpe che troppo spesso esulano dalla loro competenza.Il medico, ovviamente, è l'ultima pedina della complessa macchina burocratica della sanità, l'ultima in ordine di tempo eppure la più importante. Questo determina una "sovraesposizione" di medici e personale sanitario. L'uomo col camice bianco, infatti, è la persona nelle cui mani viene materialmente affidata la vita di un malato, è a lui che si rivolgono pazienti e familiari, è il volto della sanità. Ma, se compito dei medici è quello di operare serenamente e professionalmente col solo vincolo del giuramento di Ippocrate, è compito di altri mettere quegli stessi medici nelle condizioni di poter svolgere al meglio il proprio lavoro. Ed è qui che entra in gioco la politica. Strutture ospedaliere obsolete, macchinari guasti e in numero insufficiente rispetto alle effettive necessità, carenza di personale, turni di lavoro massacranti, ambulanze vetuste, elisoccorso "gommato" (è il caso di Reggio Calabria, dove l'elicottero deve atterrare all'aeroporto per poi trasportare i pazienti in ambulanza verso gli Ospedali Riuniti). Sono queste le condizioni di lavoro che dovrebbero garantire ai medici e al personale sanitario la necessaria serenità per svolgere il compito fondamentale qual è quello di strappare la vita alla morte? Il clima di caccia alle streghe che si è creato nei confronti dei medici non aiuta certo a migliorare la situazione. Non si può pensare che, ad esempio, un chirurgo possa affrontare serenamente le lunghe ore di un complicato intervento sotto la "minaccia" del tintinnio di manette.La "cura" che la politica può mettere in campo si chiama Piano Sanitario Regionale, uno strumento atteso da anni e che dovrebbe viaggiare a tutta velocità sul furgone del "trasporto medicinali urgenti". E invece, nonostante le recenti tragedie, i calabresi continuano ad essere tenuti all'oscuro dei suoi contenuti. L'augurio è che venga reso pubblico al più presto, e altrettanto celermente si apra il dibattito per giungere in tempi rapidi alla sua attuazione. Solo così il 2008 potrà restituire serenità a medici e malati. Reggio Calabria, 27.12.2007On. Giovanni NuceraConsigliere Regione Calabria