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    Mons. Bregantini: “Mai più sangue nella Locride”

    Incontrando i
    giornalisti in occasione della marcia della pace, in programma
    oggi pomeriggio nella Locride, monsignor Giancarlo Maria
    Bregantini, ad appena 20 giorni dalla prossima partenza per la
    nuova sede episcopale, l'Arcidiocesi di Campobasso-Boiano,
    durante la sua "ultima" intervista dell'anno ha riservato
    riflessioni sulla Locride, dove giunse nel 1994, sui giovani,
    sulla politica, sulla Chiesa e sul suo successore nonche' sul
    mondo dell'informazione. Una sorta di messaggio e di augurio in
    cui padre Giancarlo riserva "un sentimento di gratitudine verso
    il Signore, per l'anno che abbiamo passato, per i miei quasi 14
    anni che ho vissuto qui, in questa terra che mi ha accolto, che
    ho amato, e che mi ha tanto amato". Ha detto di voler pregare
    Iddio "perche' mai piu' si sparga sangue nella Locride. E'
    stato, il 2007, l'anno della faida di San Luca che ha
    insanguinato le nostre zolle di terra, mai piu' avvenga questo,
    Nello stesso tempo, pero', guardiamo avanti, al nuovo anno con
    grande speranza, con grande fiducia". I problemi della Locride?
    "Sono soprattutto problemi di relazione, ha detto; avrei
    voluto, e continuamente lo chiedo, che le persone si stimassero
    di piu', si aggregassero con maggior facilita', avessero la
    capacita' di perdonare se uno cade. La Locride, ha aggiunto, fa
    grande fatica a fare rete". Tre i pensieri per i giovani: "A
    loro auguro tre cose, ha detto,: che mai si scoraggino, che
    lottino contro il destino in tutti i segni quotidiani, che si
    preparino tantissimo in qualita', senza aspettarsi nulla dagli
    altri, capaci, pero', con le loro qualita' di imporsi da soli,
    con la loro forza e con la forza delle loro idee". Un augurio alla
    politica?: "Chiedo di essere piu' umile, ha risposto monsignor
    Bergantini, piu' rispettosa, piu' legata alla gente; meno
    chiusa, meno da circoli, una politica che sappia confrontarsi.
    Chiedo un cambiamento della legge elettorale, una vicinanza
    autentica alla gente con uomini coraggiosi e tenaci: questo e'
    cio' di cui la Calabria e la Locride hanno bisogno, hanno
    bisogno tantissimo, perche' e' la politica che poi indirizza il
    nostro futuro". Secondo monsignor Bregantini "se la politica sa
    capire, sa ascoltare, sa stare vicino ai problemi veri della
    gente, riuscira' anche a vincere l'insidia della mafia che
    sempre e', purtroppo, tristemente vicina per aggredire anche la
    realta' della politica". Nelle riflessioni di mons. Bregantini
    non manca la Chiesa alla quale augura, e chiede, "di essere
    piu' unita in Calabria, piu' unita come Diocesi, piu' unita
    come strategie, piu' vitale nella sua esperienza". Al suo
    successore, mons. Bregantini chiede "di avere grande fiducia,
    grande capacita' di continuita', grande pazienza iniziale.
    Vorrei che il mio successore comprendesse la lunga storia di
    coraggio, di cadute e di speranza di questa terra per capirla,
    per calarsi in essa e farla fiorire fino in fondo". "Voi avete
    il compito di far pensare la gente in termini alternativi, non
    pedissequi, non succubi, ha invece detto rivolgendosi agli
    organi d'informazione. Siate critici, ha aggiunto, ma anche
    fiduciosi facendo pensare in modo positivo la gente". A se
    stesso mons. Bregantini ha augurato "la speranza, la salute,
    l'umilta' d'intrecciarmi in una terra nuova (Campobasso) nella
    logica dell'arazzo: quello che ho imparato nella Locride fara'
    da ordito, quello che imparero' nel Molise sara' da trama". Il
    primo desiderio che vorrebbe veder realizzato per la Locride
    nel 2008? " La capacita' di dare vigore alle realta' esistenti:
    scuole piu' belle, ospedali piu' funzionanti, sindaci sempre
    piu' uniti, la gente piu' umile e piu' ubbidiente insieme, piu'
    capace di perdonare, preti fortemente e vigorosamente
    profetici, suore che sappiano testimoniare il perdono, la
    carita' e la poverta'. Cioe' un insieme di cose da qualificare;
    non di fare cose in piu' ma di qualificare il presente. Buon
    Anno". (AGI)