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    Giornalisti: Carlo Parisi rieletto nella Giunta esecutiva sindacale

    A coronamento di un altro anno record per il Sindacato dei Giornalisti della Calabria (sono 1046 gli iscritti di cui 307 Professionali e 739 Collaboratori), dal Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale Stampa Italiana giunge la rielezione di Carlo Parisi nella Giunta Esecutiva, ovvero nell’organo di governo dell’organizzazione sindacale unitaria dei giornalisti italiani. Ad eleggerlo è stato, infatti, il Consiglio Nazionale della Fnsi riunitosi a Roma per dare seguito alle conclusioni del XXV Congresso di Castellaneta Marina, che ha visto la Calabria confermare lo storico risultato ottenuto tre anni fa a Saint Vincent (5 consiglieri nazionali) ed addirittura andare oltre grazie all’elezione di un proboviro in più. Giornalista professionista, dal 9 Novembre 2002 segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria e consigliere generale dell’Inpgi, Carlo Parisi è il leader di “Stampa Libera e Indipendente”, il cartello sindacale nazionale nato dall’esperienza della componente “Giornalisti per il Giornalismo”, che lo stesso ha ricostituito nel 2004 sul solco tracciato nel 1995 dall’allora presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, Lorenzo Del Boca, attuale presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. “Stampa Libera e Indipendente” può contare su due componenti la Giunta Esecutiva (c’è anche il collaboratore torinese Ezio Ercole) e 20 consiglieri nazionali tra cui appunto i cinque calabresi: Carlo Parisi, Andrea Musmeci e Maria Vittoria Morano tra i “Professionali” e Catia Acquesta ed Amelia Romeo tra i “collaboratori”. Maggioranza femminile, quindi, così come era già avvenuto in occasione dell’elezione del Consiglio Direttivo regionale (10 donne su 19) e della Segreteria (3 su 5). Nel Collegio Nazionale dei Probiviri sono stati, invece, eletti i giornalisti professionali Maurizio Putrone e Saverio Carino ed il collaboratore Genoveffa Romeo. A completare il successo delle delegazione calabrese è giunta la rielezione di Enzo De Virgilio nel Collegio dei Sindaci dell’Unione Nazionale Giornalisti Pensionati. Al XXV Congresso la delegazione della Calabria era formata da: Carlo Parisi, Andrea Musmeci, Maria Vittoria Morano, Federica Morabito, Pino Toscano (questore), Tiziana Murgia (in Commissione Verifica Poteri), Catia Acquesta, Eleonora Delfino, Valeria Bella, Michela Surace, Gianfranco De Franco ed Anna Patrizia Pugliese, che è stata addirittura eletta vicepresidente del Congresso. Record di presenze femminili, dunque, con 8 donne su 12 delegati.
     Il movimento “Stampa Libera e Indipendente”, che ha costituito gruppi in quasi tutte le regioni italiane, pone una netta distinzione tra politica sindacale e politica in senso lato. Un movimento, totalmente trasversale rispetto alle posizioni personali dei singoli, che riunisce soggetti con differenti e variegate posizioni politiche personali sotto la bandiera della qualità dell’informazione che può essere garantita soltanto con la professionalità ed il giusto trattamento economico e previdenziale dei giornalisti. Semplice e concreta la linea sindacale. Tra le priorità: assidua assistenza a tutti i giornalisti; impegno per dare dignità ai precari ed ai freelance; serrata lotta per far emergere il lavoro nero e regolarizzare le posizioni dei colleghi sfruttati; vigilanza costante sulle aziende in materia retributiva e contributiva e sugli enti locali per la completa applicazione della Legge 150/2000; azione concreta in difesa dei posti di lavoro dei colleghi vittime di editori senza scrupoli; rivendicazione di dignitosi adeguamenti di pensione a quanti, a questa professione, hanno dedicato la propria vita. La situazione nel settore, è infatti, allarmante. Nonostante il proliferare di testate giornalistiche, l’applicazione del contratto di lavoro giornalistico nel pieno rispetto delle regole è ancora un privilegio per pochi. Ed ancora più grave è la situazione nel settore radio-televisivo. In Italia, nella selva di emittenti, le aziende con giornalisti contrattualizzati appaiono come mosche bianche e soltanto grazie all’azione congiunta con l’Inpgi, si possono garantire dignità professionale e retribuzioni e contribuzioni adeguate. Importante è giungere presto alla piena applicazione della Legge 150/2000 negli enti pubblici, grazie anche all’accresciuto potere contrattuale del sindacato derivante dal riconoscimento dell’Aran a trattare i profili professionali dei giornalisti addetti stampa nella pubblica amministrazione. Bisogna intensificare l’azione negli enti pubblici per costituire nuovi uffici stampa e regolarizzare posizioni di colleghi per tanti anni costretti a lavorare in stato di precarietà. Altro settore importante, al quale “Stampa Libera e Indipendente” riserva particolare attenzione è quello dei freelance. La libera professione, infatti, nella quasi totalità dei casi, soltanto idealmente finisce per soddisfare il sogno di poter svolgere la professione giornalistica “senza padrini e senza padroni”. Freelance, infatti, con qualche rara eccezione, nell’attuale sistema editoriale è sinonimo di precarietà ed assoluta mancanza di tutele e garanzie per il futuro. Da sottolineare, infine, la particolare attenzione del movimento alle numerose giornaliste che, con grande entusiasmo, hanno raccolto l’invito a rendersi parte attiva negli istituti di categoria. Uno dei capisaldi di “Stampa Libera e Indipendente” è, infatti, il pieno riconoscimento del valore aggiunto costituito dalle donne, che rappresentano una fondamentale risorsa. In una società che si interroga e dibatte sulle “quote rosa”, il giornalismo deve, infatti, definitivamente abbattere in ogni regione tabù e luoghi comuni che non hanno mai avuto ragione di esistere. I mille giorni senza contratto bastano ed avanzano, infine, per sottolineare il fallimento della politica sindacale della maggioranza che ha governato la Federazione della Stampa. Tempi e modalità delle giornate di sciopero, come hanno più volte denunciato in Giunta Esecutiva i rappresentanti del movimento Carlo Parisi ed Ezio Ercole, sono stati troppo spesso sbagliati costringendo i colleghi a pesanti ed inutili sacrifici. Troppe volte si è pensato a “non disturbare il manovratore”, come è avvenuto in occasione delle elezioni politiche ed in particolare delle elezioni per il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, nelle quali linea e candidati delle componenti di maggioranza della Fnsi sono stati pesantemente sconfitti. Una politica sindacale, quella portata avanti dal vertice Fnsi, che si è sempre ostinata a non capire che la professione è da tempo cambiata e che la stragrande maggioranza dei giornalisti italiani, senza contratto e spesso senza lavoro, non può essere legata alle sorti di un contratto, il Fieg-Fnsi, che purtroppo è sempre più privilegio per pochi.