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    Vilasi su anniversario omicidio Fortugno

    Il segretario-questore dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, Gesuele Vilasi, a margine della cerimonia in ricordo di Franco Fortugno,  ha rilasciato la seguente dichiarazione che si trasmette integralmente:
    “Nel secondo anniversario della tragica scomparsa del collega Franco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, assassinato a Locri il 16 ottobre 2007, voglio rinnovare i sentimenti di viva solidarietà e vicinanza alla sua famiglia, ai suoi figlioli, Anna e Giuseppe, alla moglie, on.  Maria Grazia Laganà Fortugno.
    In molti di noi, che abbiamo conosciuto ed apprezzato Franco per la sua umanità, la sua disponibilità nei confronti di quanti gli si rivolgevano per illustrargli i propri bisogni, per la sua mitezza, la sua scomparsa ha segnato un vuoto difficilmente colmabile.
    La tragica fine di Franco Fortugno  ha riproposto in tutta la sua drammaticità la fragilità del tessuto istituzionale, da un lato, e l’aggressività distruttrice di poteri criminali, una miscela deleteria che ha finora impedito impedisce l’affermarsi di una Calabria rinnovata che vuole dare concretezza ai sogni delle giovani generazioni, ai tanti figli di questa terra che qui vogliono continuare a vivere in un clima sereno e produttivo.
    I due anni appena trascorsi non sono stati facili: gli attacchi continui, talvolta incomprensibili per la loro eccessiva verbosità polemica alle massime istituzioni politiche calabresi, pur toccando questioni sulle quali la politica deve misurasi, hanno finito, in taluni episodi, con il gettare una luce sinistra sull’Assemblea legislativa, in un clima di arroventate accuse che non sempre aiutano a chiarire responsabilità e doveri, alimentando forme di qualunquismo senza speranza.
    La politica, dunque, per onorare al meglio la figura di Franco Fortugno, deve elevare la sua capacità di azione, incidendo in maniera significativa sui mali endemici della nostra terra, come la disoccupazione di massa, e rendendo efficace un sistema sanitario che non riesce ancora a raggiungere quegli standard di servizio rispetto ai livelli medi di altre regioni.
    C’è dunque da lavorare tanto, a partire dalla spendibilità efficace del Por Calabria 2007/2013, le cui risorse potranno rinvigorire la nostra stremata economia e liberare intellettualità e capacità di programmazione finora inespresse.
    Sappiamo che scegliere è sempre difficile, ma il perseguimento del bene comune impone in Calabria un chiarimento di fondo su cui tutti dobbiamo misuraci in un confronto che privilegi le migliori energie perché diventino, veramente, il nuovo punto di aggregazione di una regione che vuole trasformarsi perseguendo la legalità e la solidarietà”.