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    Tripodi su manifestazione del 20 ottobre

    Dal segretario regionale del Pdci, Michelangelo Tripodi, riceviamo e pubblichiamo 

    La Calabria sarà a Roma il 20 ottobre, i Comunisti Italiani e tanti uomini
    della sinistra hanno aderito all’appello dei quotidiani Il Manifesto e
    Liberazione, e del periodico Carta, per la convocazione di una
    manifestazione nazionale per sollecitare il Governo Prodi sia per garantire
    una forte inversione di rotta a sinistra e sia per chiedere l’attuazione del
    programma dell’Unione che ancora non è stato concretizzato.
    Il PdCI calabrese, grazie all’impegno dei suoi iscritti, e in particolare di
    tanti giovani, è riuscito ad organizzare ben 15 pullman che partiranno da
    ogni provincia per raggiungere la capitale e unirsi ai tanti che giungeranno
    da ogni parte d’Italia.
    Da parte del PdCI non c’è nessuna volontà di far cadere il Governo, c’è solo
    la volontà di far rispettare gli impegni presi, soprattutto con gli elettori
    che adesso sono stanchi di attendere le riforme vere del Paese. Al PdCI non
    piace infatti l’accordo sulle pensioni, sul welfare, sul lavoro e sulla
    precarietà e per questo adesso chiama a raccolta tutti gli iscritti e i
    simpatizzanti per scendere in piazza e far sentire la propria voce.
    Mancano pochi giorni, ormai, alla grande manifestazione romana e la sinistra
    dovrà essere forte ed incisiva in questa iniziativa che vedrà sfilare
    insieme Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista, oltre ad associazioni e
    movimenti,  proprio all’indomani della nascita del Partito Democratico che
    segna un passaggio storico nella politica italiana, con la fine del più
    grande partito della sinistra.
    Il PdCI non cancella il suo passato e anzi, proprio in questo momento,
    rafforza la sua identità, il suo essere di sinistra, comunista, stando
    vicino alla gente e portando in piazza gli interessi veri del paese: welfare
    e pensioni, lavoro, precarietà.
    Essere numerosi a Roma sarà importante per far capire anche che la sinistra
    italiana non potrà essere cancellata con un colpo di spugna.
    Ed importante che anche da altri settori della società calabrese ci siano
    nuove adesioni alla manifestazione. In particolare sottolineiamo l’appello
    lanciato dal professore Pasquino Crupi che ha già visto la sottoscrizione di
    molti esponenti della cultura.
    Significativo un passaggio del più lungo appello del prof. Crupi: “A Roma si
    va per difendere stato sociale  e pensioni: soprattutto, ma non solo.
    A Roma si va  per condizionare il moderatismo del governo e per l’attuazione
    del programma.
    Sono tutte ragioni politiche.
    Ma c’è  anche una ragione di etica dalla quale gli intellettuali veri non
    possono prescindere.
    Si va a Roma  per dire alto e chiaro  che  su stato sociale e pensione
    incombe  una questione morale. Questa:  è  eticamente turpe  che ogni
    qualvolta si tratta di risanare, si parta sempre  dalla messa nel mirino
    della parte più debole della popolazione, dai lavoratori, che sono la
    ricchezza della nazione,. E mai  una volta  si comincia dai capitalisti ai
    quali spetta- secondo il riformismo alto di Turati- di espandere al massimo
    la produzione. Senza stampelle di governo”.