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    Di Pietro: “Alla ‘Stretto di Messina’ chiesti 280 milioni di risarcimento”

    Il mantenimento in vita o la soppressione della societa' Stretto di Messina, cosi' come si e' ipotizzato di inserire in un emendamento alla Finanziaria, ''e' un falso problema''. E' quanto sottolinea il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro che conversando con i giornalisti a margine dell'audizione al Senato sulla Finanziaria 2008, aggiunge: ''Innanzi tutto la Stretto di Messina dipende dalla societa' Anas che la controlla al 100%, e pur potendo noi intervenire dobbiamo pensarci due volte perche' ci sono dei contratti in essere e quindi degli obblighi''. ''Che abbia percio' un liquidatore o un amministratore unico non sposta i termini degli impegni e delle obbligazioni – continua il ministro -. La societa' ha preso un obbligo per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, c'e' stata una gara e anche un'assegnazione di quest'opera. Chiudere la societa' vuol dire che invece dell'amministratore unico sarebbe il liquidatore a dover pagare i 280 milioni di euro di risarcimento richiesti'' (ASCA)