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    Caso-Piccolo; e ora cosa farà Novella?

    Tra Reggio e Locri dopo il suicidio di Bruno Piccolo corre ora una domanda inquietante e al tempo stesso fondamentale per le sorti del processo: che fara' l'altro pentito (ancora piu' importante, tra l'altro), Domenico Novella? Se Piccolo, infatti, non poteva essere considerato un elemento di primo piano della cosca dei Cordi', Novella e' addirittura imparentato con i Cordi', essendo il nipote di Vincenzo Cordi', uno dei capi famiglia. Il suo pentimento e' stato un colpo al cuore della cosca. 'Micu' – come viene chiamato in paese – detto anche ''il piedone'', e' il nipote prediletto di Vincenzo Cordi', ed e' considerato il leader assoluto di un gruppo di giovani affiliati che faceva capo al bar ''Arcobaleno'' che era gestito da Piccolo. Anche a lui – cosi' come con Piccolo – Vincenzo Cordi' ha indirizzato i primi giorni di dicembre 2005 una lettera, quando cominciavano a girare le voci su un suo pentimento, densa di significati subliminali: ''tu rispetta – scrive Cordi' a Novella – tutti quelli che ti rispettano e ti raccomando, stai nel tuo e se c'e' qualche problema me lo fai sapere subito''. Non manca il richiamo al nonno Domenico, assassinato nella strage di Piazza Mercato a Locri del 1967, come per ricordargli che lui non soltanto e' un Cordi' ma si chiama come il nonno. Tra l'altro, il richiamo di sangue e' per Micu Novella doppio perche' la madre e' figlia illegittima, nata fuori dal matrimonio. Novella in ogni caso comincia a collaborare nel marzo 2006 e il suo pentimento e' stato decisivo ai fini dell'inchiesta sul versante dei mandanti criminali mentre resta ancora – due anni dopo l'agguato di Palazzo Nieddu contro Franco Fortugno – assolutamente oscuro il lato dei mandanti politici. Su questi ne' Piccolo e ne' Novella hanno fatto luce. (ANSA).