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    Anm: “Situazione ingenerata da decreto Castelli”

    La Giunta esecutiva centrale dell'Anm ribadisce "le critiche gia' mosse alle norme dei decreti Castelli che da un lato hanno posto nel nulla il potere del Csm di intervenire in situazioni critiche di incompatibilita' ambientale con lo strumento del trasferimento di ufficio (previsto dall'art. 2 della legge sulle guarentigie) e dall'altro hanno attribuito al Ministro della Giustizia il potere di richiedere l'adozione della misura cautelare del trasferimento. Si puo' constatare che sin dalle sue prime applicazioni questo potere e' suscettibile di determinare polemiche ed allarme nell'opinione pubblica". Cosi' l'organismo dell'Associazione nazionale magistrati torna ad intervenire, senza entrare nel merito, nella vicende degli uffici giudiziari di Catanzaro. "I cittadini avvertono infatti tutto il rilievo e la estrema gravita' di procedure di trasferimento, promosse direttamente dal Ministro, che investono magistrati impegnati in delicati procedimenti.La Giunta auspica dunque -conclude la nota dell'Anm- che siano modificate le norme che attribuiscono al Ministro il potere di richiesta del trasferimento di ufficio e che l'attenzione del Ministero per gli uffici giudiziari calabresi non si limiti ai casi individuali o alle emergenze ma si concentri sui problemi organizzativi e funzionali della giurisdizione in Calabria". "In questi mesi -ricorda la Giunta- l'associazione ha piu' volte espresso, in forme ed in sedi diverse, meditate posizioni sulla vicenda che ha avuto come protagonista il collega De Magistris e sui profili istituzionali e generali della procedura cautelare che oggi lo riguarda. L'unico limite che la Giunta si e' posta e' stato un limite di ragione, peraltro rispettato anche da tutti coloro che si sono espressi sul tema collettivamente: non pronunciarsi sul merito di fatti (indagini, provvedimenti) non ancora noti o conosciuti solo attraverso indiscrezioni di stampa e voci, spesso anche contrastanti". (Adnkronos)