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    San Luca, c’è paura per festa Madonna

    Nessuno mai avrebbe potuto immaginare che la data del due settembre, giorno in cui si celebra la festa della Madonna di Polsi, tanto cara ai residenti di San Luca, avrebbe destato paura e preoccupazione. Eppure ora, dopo la strage di Duisburg, collegata allo scontro tra le famiglie dei Nirta-Strangio e dei Pelle-Vottari, tra gli investigatori c'e' il timore che il giorno della festa si trasformi in una data da ricordare per l'ennesimo fatto di sangue. Molti omicidi, infatti, sono stati compiuti in giorni significativi dell'anno come ad esempio il 10 febbraio del 1991, giorno di carnevale, quando ebbe inizio la faida; il primo maggio 1993, quando furono compiuti due agguati in tre ore e furono uccise complessivamente quattro persone; il 25 dicembre scorso, una persona uccisa e tre ferite; il 15 agosto scorso, data della strage di Duisburg, con sei morti. A questi poi si aggiungono altri episodi compiuti in occasione di ricorrenze personali delle vittime. Il 2 settembre nel santuario di Polsi, una struttura realizzata a circa mille metri d'altezza, nel cuore dell'Aspromonte, giungono oltre ventimila persone che si raccolgono in preghiera. La ricorrenza e' un evento religioso molto sentito dalle persone di San Luca ma anche di altri comuni limitrofi. Nel corso dei festeggiamenti, che durano tre giorni, molti pellegrini raggiungono il santuario a piedi utilizzando l'unica strada di accesso. E proprio per la sua particolare collocazione il santuario fu prescelto dai boss della 'ndrangheta quale luogo per fare riunioni e rituali di affiliazione. Nell'ormai lontano 1967 a Polsi la polizia scopri', per la prima volta, una riunione tra i capi delle cosche della 'ndrangheta. Le indagini portarono poi a scoprire che proprio in occasione della festa della Madonna, ed approfittando della confusione dovuta alle migliaia di pellegrini, a Polsi si svolgevano anche i rituali di affiliazione. L'anno scorso, quando a San Luca ancora regnava la pace, i componenti delle famiglie Nirta-Strangio e Pelle-Vottari parteciparono ai festeggiamenti di Polsi. Alla fine della cerimonia religiosa, cosi' come ricordano alcuni esponenti delle forze dell'ordine, i gruppi lasciarono il santuario a bordo delle loro automobili ed in fila indiana, in modo che nessuno potesse ritrovarsi da solo in compagnia dell'avversario. A San Luca, intanto, si vive un clima di tensione nascosto da una calma apparente. Gli agenti della polizia ed i carabinieri presidiano costantemente le strade di accesso al paese e nel corso della notte hanno compiuto decine di perquisizioni e controlli. Le poche persone che si incontrano per strada sono strette in un mutismo totale e l'unica frase che spesso si sente pronunciare e': ''non conosco nessuno''. (ANSA)