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    ‘Ndrangheta, Rosa Calipari: “Qui passa tutto attraverso donne”

    "In fin dei conti, nella guerra di 'ndrangheta le donne sono quelle che subiscono la perdita piu' pesante e per questo travasano un sentimento di odio. In Calabria, nelle famiglie mafiose madri e mogli rappresentano il 'trait d'union' tra la violenza subita e la violenza che faranno subire. Ma loro, le donne delle 'ndrine, alla fine saranno sempre soggetti passivi di dolore perche' nell'intera vita non hanno visto altro che lutti e violenza". Lo dichiara la senatrice dell'Ulivo, Rosa Villeco Calipari, in un'intervista al 'Corriere della Sera'. All'appello del vescovo di Locri alle donne di mafia 'affinche' siano capaci di generare nel cuore dei loro figli la cosa piu' grande: il perdono', la senatrice risponde: "Ha centrato il punto monsignor Bregantini e ha fatto bene a farlo. Tuttavia, nella famiglia mafiosa non credo che la donna da sola, senza aiuti, possa avere un ruolo diverso. Penso che se questo avvenisse sarebbe piu' rivoluzionario del femminismo, significherebbe rompere una mentalita' che e' alla base di questa organizzazione criminale". "La faida, 'ndrina contro 'ndrina – continua Rosa Calipari – e' l'effetto di qualcosa di ben piu' grande. La 'ndrangheta ormai e' fenomeno globalizzato con connessioni transnazionali. Io non posso pensare che tutto sia solo il frutto di sentimenti anche negativi, come odio e vendetta. Purtroppo siamo di fronte allo scontro tra grossi interessi economici e per il controllo del territorio". "E come rompi i legami parentali? Anche l'onesto emigrato – conclude la senatrice – che va in Germania e al quale viene chiesto, come e' avvenuto, di ospitare il latitante non puo' rifiutarsi. Non puo' per un semplice motivo di sopravvivenza. Cosi' oggi sarebbe estremamente positivo se qualcuno, o qualcuna, riuscisse a rompere la catena ma e' molto difficile". (Asc/Col/Adnkronos)