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Il pm Gratteri: “Lotta alla ‘ndrangheta non è credibile”

"Un sistema giudiziario che, ormai da anni, non e' piu' proporzionato a questa realta' criminale. E' evidente ed e' sotto gli occhi di tutti. La gente e' sfiduciata, non denuncia piu' perche' noi non siamo piu' credibili come potevamo esserlo 15 anni fa". A parlare e' Nicola Gratteri, sostituto procuratore di Reggio Calabria e magistrato del pool che si occupera' delle indagini sulla sparatoria di Duisburg. Gratteri, in un intervento al Tg3, sottolinea come sia necessario intervenire nella lotta all'usura per combattere efficacemente il sistema economico che alimenta la criminalita' organizzata calabrese: "L'usura e' la seconda attivita' della 'ndrangheta in Calabria – spiega il magistrato -. Un reato che e' punito con una pena lieve, da due a sei anni. Tuttavia con il patteggiamento allargato, una persona non viene mai condannato a piu' di due, due anni e mezzo di carcere e, quindi, non restera' in carcere per piu' di un anno". Ma e' l'impressione che tutto possa rimanere impunito, ormai largamente accettata dalla societa', che Nicola Gratteri indica quale strumento nelle mani delle mafie: "Quando e' stato votato l'indulto si discuteva se fossero stati scarcerati in 18mila o in 23mila. Il problema non e' questo, ma il fatto che ormai e' entrato nella testa della gente il tarlo che tutto si aggiusta. Questa e' la cosa grave dell'indulto. Prima dell'indulto, il regalo piu' grosso che si poteva fare alle mafie era il patteggiamento in corte d'appello ed e' un giochino che ti porta la pena da 24 anni a 9, 8 anni. Non stiamo parlando di niente, stiamo facendo dei regali alla criminalita' organizzata, che e' cosa diversa". Regali che sono cominciati a piovere nelle mani dei criminali gia' ai tempi dell'Attacco allo Stato: "Quando Cosa Nostra era impegnata ad attaccare lo Stato – dice Gratteri -, la 'ndrangheta si era mimetizzata e tutte le norme della normativa antimafia sono state pensate solo per Cosa nostra. Questo modo di pensare ha fatto grandi favori a queste altre mafie". (AGI)

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