Ecco l’impero della ‘ndrangheta in Germania

venerdì 17 agosto 2007
13:54

germania"Gli intonaci e i mattoni del Muro di Berlino erano stati appena abbattuti che gli emissari della 'Immobiliare spa' di San Luca di Aspromonte,  erano gia' in cerca di edifici da comprare nell'incontaminato mercato della ormai ex Ddr": cosi' LA STAMPA inizia il racconto dell'impero tedesco della 'drangheta, costruito principalmente con il traffico di droga. "Palazzi antichi, di pregio architettonico indiscutibile, finirono cosi' nella disponibilita' di quelli che erano nati pastori, che si erano arricchiti con l''Anonima sequestri' e che, iniziando a muovere i primi passi nel mondo


della 'polvere bianca', il narcotraffico, gia' pensavano a come e dove rinvestire i proventi di questi traffici. E nell'ex Ddr si insediarono in citta' come Duisburg, Lipsia, Erfurt. La presenza della 'ndrangheta nella Germania unificata e' sostanzialmente iniziata cosi', almeno e' questo cio' che emerge dalle indagini giudiziarie e di polizia (italiana). Certo, sostengono gli esperti, l'insediamento della 'colonia' aspramontana nella Repubblica federale tedesca, probabilmente era iniziata molto prima, gia' negli Anni Sessanta, con i flussi migratori dei giovani in cerca di lavoro. Di sicuro, sono convinti gli uomini dello Sco della polizia e del Ros dei carabinieri, nella 'vecchia' Germania occidentale i primi investimenti – sempre in ristoranti, alberghi, pizzerie e gelaterie – erano stati fatti agli inizi degli Anni '80 a Monaco, Bochum, Stoccarda. 'La penetrazione nell'economia legale, attraverso l'acquisizione di attivita' commerciali – spiegano gli investigatori italiani – e' avvenuta anche col metodo 'cinese' di casa nostra: prima i mafiosi calabresi sono entrati come camerieri di questi esercizi, poi si sono presentati ai titolari con valigie di banconote per rilevarli'. Ha fatto scalpore, nel novembre scorso, il rapporto del Bnd (l'intelligence tedesca) sulla presenza pervasiva della 'ndrangheta nella repubblica federale. Gli 007 tedeschi hanno ipotizzato investimenti ndranghetisti anche nella Borsa di Francoforte, con l'acquisto di partecipazioni nel campo dell'energia, in particolare azioni del gigante russo Gazprom. E piu' in generale, il rapporto del Bnd ha sostenuto che la 'ndrangheta ha messo a profitto 80-90 milioni di euro comprando alberghi, villaggi turistici, ville e case in diversi land orientali (Turingia e Sassonia) e sulle coste baltiche del Meclemburgo. La storia della 'ndrangheta calabrese in Germania e' anche una storia di 'incomprensioni' non tanto tra investigatori quanto tra 'sistemi' giudiziari diversi. Per dirla tutta, spiegano a Roma e a Reggio Calabria, la magistratura tedesca ha sottovalutato gli allarmi e i risultati di un lavoro 'comune' delle polizie giudiziarie dei due Paesi, che stava dando i suoi frutti. Per esempio, nel 2001 il Ros dei carabinieri e la Bka (la polizia federale tedesca) misero in piedi un progetto guida – coordinato dal pm di Reggio, Nicola Gratteri – per individuare le presenze patrimoniali e gli investimenti delle cosche di San Luca. E in tre anni questo lavoro ha prodotto una sorta di mappatura delle famiglie 'ndranghetiste che gestivano alberghi, ristoranti, pizzerie. Le famiglie Pelle, Giorgi, Mammoliti, Strangio, Romeo, Giampaolo, tutte di San Luca, avevano la gestione di una quarantina di esercizi commerciali nella ex Ddr, di una trentina nella vecchia Germania federale. Questo lavoro investigativo, pero', si e' arenato per le difficolta' di tradurlo in provvedimenti giudiziari in Germania. Ora, quel lavoro sara' archiviato per farlo ripartire su basi nuove. La droga rimane l'attivita' principale della 'ndrangheta, che ha in pratica il monopolio del suo commercio in Europa. Anche in Germania che, insieme all'Olanda, rappresenta la stazione di transito dei container colombiani. Ma nei land della Rft, gli uomini della 'ndrangheta hanno costituito le loro strutture associative: la 'locale', dove convergono almeno sette 'ndrine. Lo raccontano diversi collaboratori di giustizia. Sicuramente proprio a Duisburg ve n'e' una. E in Germania trovano ospitalita' anche latitanti o chi cerca una 'vacanza', per riprendere fiato prima di ritornare nel campo di battaglia, l'Aspromonte, la Locride".

(IL VELINO)

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  • Impressioni Di Gianfranco Donadio

    BASHKIMFOLK - CI MANDA SCANDERBEG Il gruppo nasce nel novembre 2006 dall'incontro tra Rocco Marco Moccia (voce,chitarra acustica,organetto,cjftalì,davul); Antonello Di Turi; (tamburi a cornice, percussioni); Amedeo Fera (flauto traverso, chitarra, mandolino, sax) provenienti da diverse esperienze, ma accomunati dalla passione per la musica popolare. Successivamente la formazione è cresciuta e attualmente consta di sette componenti, polistrumentisti, soprattutto strumenti caratteristici della tradizione calabrese e balcanica: organetto, chitarra battente, tamburi a cornice, ciaramelle, cjftalì e davul. Bashkim in arbëreshe (antica lingua italo-albanese) significa "unione","compagnia","cosa comune" e vuole essere un monito affinché coloro i quali sentono le proprie origini, ascoltano i racconti del passato, amano tutto ciò che esprime la propria terra, si uniscano e portino avanti con orgoglio e passione la propria identità. Il repertorio valorizza i canti popolari del meridionali e comprende tarantelle, tammorriate, pizziche, melodie balcaniche e musiche anche inedite. Il loro sound è anche caratterizzato dalla contaminazione di altre culture musicali quali blues, jazz, ecc.