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    Duisburg, rinvenuta arma in casa vittime

    Un'arma nell'abitazione di una delle vittime. A trovarla polizia tedesca nel corso di un controllo nelle abitazioni degli uccisi nella strage di Ferragosto a Duisburg, mentre agli investigatori continuano ad arrivare segnalazioni dopo la diffusione dell' identikit di un uomo che potrebbe essere l' autista del commando killer. La squadra omicidi della polizia ha intanto annunciato questa sera di non avere nessun indizio di possibili vendette di mafia nella citta' industriale della Ruhr, dove il 15 agosto scorso sono stati massacrati con oltre 70 colpi di arma da fuoco sei italiani di origine calabrese, in quello che potrebbe essere un crimine di 'ndrangheta. Purtroppo, ha reso noto la polizia tedesca, non ci sono neanche risultati concreti nelle indagini che si vanno concentrando sui due presunti killer dei quali hanno parlato numerosi testimoni, ed ai quali fanno riferimento le circa 50 segnalazioni seguite alla pubblicazione ieri sera dell'identikit del presunto autista dell'automobile della fuga. Nel pomeriggio la polizia tedesca ha confermato di avere perquisito ieri le abitazioni in Germania delle vittime italiane. In una di esse ha anche trovato un'arma, ha detto un portavoce. La polizia di Duisburg, che indaga anche con l'aiuto di quattro esperti italiani, ha fatto sapere che nel frattempo sembra farsi sempre piu' probabile la pista della faida tra le due famiglie della 'ndrangheta calabrese in corso da 16 anni ma apparentemente per la prima volta combattuta anche all'estero. Non sono comunque escluse altre possibili piste, dall'omicidio passionale agli omicidi legati ad affari andati storti. Un portavoce tedesco ha precisato che non ci sono concreti riferimenti alla partecipazione di uno delle vittime di Duisburg ad un omicidio in Italia e non c'era neanche nessun ordine di cattura internazionale. Le segnalazioni ricevute dalla popolazione non si riferiscono soltanto ad una persona, bensi' ad un gruppo relativamente ampio di individui. L'esame delle telecamere di controllo della zona non ha dato finora risultati concreti che possano far attendere segnali positivi da una loro pubblicazione. Il lavoro di esame va avanti insieme con la polizia federale tedesca e la pubblicazione per ora e' prevedibile solo dopo il fine settimana. Un testimone oculare ha raccontato, in un'intervista al quotidiano popolare 'Bild Zeitung', di avere visto davanti alla pizzeria di Duisburg i due presunti killer poco prima della carneficina. Il meccanico tedesco Michael M., 32 anni, che stava passando in auto insieme ad altri tre colleghi davanti alla pizzeria "Da Bruno" prima che avvenisse il brutale massacro, ha detto a Bild: "Ho visto due uomini davanti al locale, avevano abiti scuri e uno di essi stava sbirciando dentro la pizzeria attraverso la vetrina. Era passata da poco l'1.30 di notte. Mi aveva sorpreso l'ampia illuminazione e la forte musica del ristorante, che di solito a quell'ora e' chiuso. Quando ci siamo fermati per fare scendere uno di noi che abita da quelle parti, i due si sono ritirati nell'ombra della parete dell'edificio. Mi sono detto: strano, forse aspettano qualcuno da portare a casa. Altrimenti, che fanno li'? Solo la mattina seguente ho appreso cio' che era avvenuto ed ho sentito un brivido nella schiena''. Michael M. afferma di non avere visto in faccia nessuno dei due uomini, ma solo di avere notato che uno "era vestito di scuro e indossava jeans. Uno aveva anche una giacca di jeans, l'altro un giubbotto. Uno di loro aveva in testa un berretto scuro ed entrambi erano alti circa un metro e 80". (ANSA)