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    Duisburg, Prodi: “Abbiamo bisogno dell’aiuto dei giovani”

    Il governo italiano e' fortemente impegnato nella lotta alla criminalita' organizzata, ma lancia anche un appello ai giovani del sud ''perche' aiutino il paese a fare un cambiamento storico''. E' questo il messaggio di Romano Prodi, dopo le polemiche sulla stampa internazionale, che hanno visto l'Italia epicentro dell'esportazione delle bande criminali, dopo la strage di Duisburg. Il presidente del Consiglio, ha soprasseduto sulla consegna di non parlare di politica interna. Nel pomeriggio ha fatto avvertire i giornalisti, che stanziano dinanzi al residence nel quale trascorre le vacanze, che alle 18 avrebbe fatto una piccola conferenza stampa all'aperto. Ovvia, per i giornalisti, la deduzione che all'ordine del giorno delle dichiarazioni di Prodi, ci sarebbe stato proprio il tema della malavita. E infatti cosi' e' stato. Un cronista ha proposto al presidente del Consiglio una domanda sulla crisi delle borse, ma Prodi ha espresso la volonta' di parlare in primo luogo di quanto e' accaduto a Duisburg. Cosi' ha in primo luogo stabilito quello che ritiene un caposaldo a favore del nostro paese: ''Il governo italiano ha iniziato una lotta fortissima contro la criminalita' organizzata. Negli ultimi dodici mesi ci sono stati oltre mille arresti, e sono stati sequestrati, questo e' il dato piu' rilevante, oltre 600 milioni di euro della criminalita' organizzata''. Il premier ha rivendicato quindi soprattutto al governo dell'Unione i meriti per aver intensificato questo fronte di lotta. Nessun accenno ha fatto Prodi a quanto deciso dal suo predecessore Silvio Berlusconi. Il premier ha tenuto quindi a precisare un altro dato: la criminalita' ormai e' di dimensioni internazionali, circola in Europa e nel mondo come gli ''enormi capitali'' di cui e' dotata: ''Non siamo di fronte – ha detto Prodi – ad una criminalita' fatta di povera gente. Hanno capitali enormi. Operano a livello internazionale''. Per combattere queste enormi dimensioni ''abbiamo aperto una lotta interna durissima, con la collaborazione degli altri paesi europei. Del resto – ha sottolineato ancora Prodi – le frontiere sono ormai aperte, soprattutto quelle finanziarie. Quindi e' una lotta che deve accomunarci sia per la criminalita' italiana all'estero sia per la criminalita' straniera in Italia''. E' evidente il riferimento non esplicito del presidente del Consiglio al complesso capitolo degli ingressi di extracomunitari che vengono in Italia e poi entrano nella spirale criminale. Del resto, il nostro e' un paese con le frontiere aperte nel Mediterraneo, e questo rende il compito delle forze dell'ordine molto piu' difficile che in altri paesi europei. Il governo italiano ha piu' volte rivendicato la necessita' di aiuti da parte dell'Europa per far fronte a questa situazione. Prodi ha quindi lanciato un appello alle giovani generazioni del Mezzogiorno. ''Ci aiutino – ha detto – a fare veramente questo cambiamento storico contro la criminalita' organizzata. E' dall'unita' del nostro paese che questo problema cambia aspetto ma rimane con radici tragiche per il nostro Mezzogiorno. E' ora di cambiare''.(ANSA)