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    Duisburg, Lumia: “Fenomeno sottovalutato, rimediare subito”

    La 'ndrangheta "si sottovaluta da anni", ora è arrivato il momento di "fare di più", in Italia e in Europa, colpendo quella che negli anni è diventata una delle più grandi organizzazioni criminali del mondo sul piano militare e su quello finanziario. All'indomani della strage di Duisburg, che ha esportato in Germania la faida di San Luca, il vicepresidente della commissione Antimafia, Giuseppe Lumia, ammette che per anni quello della 'ndrangheta è stato letto solo come un fenomeno "folkloristico" e "arcaico": "Ma non è più così – spiega – da almeno 15 anni la 'ndrangheta ha fatto un salto di qualità con il traffico della cocaina, legandosi al cartello dei colombiani". Nonostante ciò, il fenomeno viene sminuito a semplice 'nota di colore', sottovalutato, non solo in Italia, ma in tutta Europa: la 'ndrangheta, avverte Lumia, "si sottovaluta da anni, basta guardare i rapporti sulla sicurezza. Ora bisogna fare di più, in Italia e in Europa, perché questa faida non è da leggere come una faida folkloristica, sullo stile della Chicago anni '20, è molto più seria". Con la strage di Duisburg, fa notare, "la 'ndrangheta alza la sfida e mostra la contesa che c'è per riciclare il denaro e dominare il territorio in Germania". Insomma, la malavita calabrese mostra il suo volto "violento" sul piano militare e "raffinato" su quello del riciclaggio e degli investimenti economici: per questo, osserva l'esponente ds, "c'è bisogno di un'azione che colpisca sia sul versante militare, della repressione, che sui quello economico". Per Lumia, la soluzione è creare "uno spazio antimafia giuridico in Europa, che ancora manca. Per questo la 'ndrangheta si sente libera di andare in Germania". D'altra parte, ammette il vicepresidente dell'Antimafia, "dopo l'omicidio Fortugno si è fatto molto di più, la magistratura di Reggio Calabria ha raggiunto risultati molto positivi, ma non basta, non sono adeguati a quel che oggi è diventata la 'ndrangheta". Non sfugge a Lumia che, tra le questioni urgenti da affrontare, c'è anche quella della nomina del nuovo procuratore capo di Reggio Calabria, dopo il pensionamento di Antonio Catanese: "E' un problema serio, che può anche aver inciso sulle ultime vicende, e che bisogna affrontare per tempo". Un posto, quello di procuratore capo della città calabrese che, come accade per Catania e Caltanissetta, rimane vacante anche per i tempi necessari alla nomina, giudicati "troppo lunghi" da Lumia: "C'è una procedura di nomina del Csm giusta e corretta, ma che forse va rivista per i tempi d'applicazione". (Apcom)