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    Duisburg, la stampa europea si interroga

    Il quotidiano francese Le Figaro dedica un lungo articolo alla strage di Duisburg, accompagnato da una scheda sulla 'ndrangheta, definita ''la piu' pericolosa delle mafie italiane''. Si tratta di una organizzazione – scrive il giornale – presente ''nel traffico di cocaina in Europa, gestisce alberghi, discoteche e centri di divertimento nelle principali capitali del continente ed investe massicciamente nella nuova Europa, dove il riciclaggio del denaro 'sporco' si fa senza difficolta'''. L'uccisione di sei italiani a Duisburg (ovest della Germania), freddati con decine di colpi di arma da fuoco nella notte tra martedì e mercoledì all'uscita da una pizzeria, domina oggi i commenti dei quotidiani tedeschi. "E' uno dei peggiori delitti nella storia criminale tedesca", scrive la Bild, il quotidiano più diffuso a livello nazionale, che aggiunge: "adesso la mafia uccide in Germania". Nel Paese, spiega al giornale l'esperto Juergen Roth, la mafia è "estremamente pericolosa" e tutte le quattro maggiori organizzazioni (Cosa Nostra, Sacra Corona Unita, 'ndrangheta e camorra) "hanno le loro basi" in Germania. Si tratta, aggiunge Roth, di un cartello che "ha preso da tempo il potere in Germania". Un'idea condivisa anche dal settimanale Stern che, nella sua edizione online, scrive: "l'omicidio di Duisburg sembra dimostrare che la mafia ha da tempo esteso alla Germania il suo campo d'azione", concentrandosi soprattutto sui Laender orientali, usati "per il riciclaggio di denaro sporco". Secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung, l'eccidio di Duisburg "porta alla luce le molteplici attività della malavita calabrese in Germania, che finora sono state svolte in perfetto silenzio". Anche per la Sueddeutsche Zeitung "la mafia italiana intrattiene buoni legami familiari con la Germania". L'edizione online del settimanale Spiegel scrive che il massacro di Duisburg "sciocca la Germania. Qui la mafia non aveva mai colpito in modo così brutale". Per la Neue Ruhr Zeitung "gli investigatori devono cooperare oltre frontiera in modo molto più efficace di quanto facciano adesso; i criminali lo fanno già da tempo". Secondo il "Westfalen-Blatt", quotidiano del Nordreno-Vestfalia (il Land dove si trova Duisburg), neanche "un numero maggiore di funzionari avrebbe impedito gli omicidi", perché "la polizia può mobilitare quante forze vuole, ma non penetrerà mai nella mafia, come occasionalmente riesce a fare con altre organizzazioni criminali". La mafia, prosegue il giornale, "è attiva non da ieri, ma da decenni in Germania e i sei morti di Duisburg l'hanno ricordato ancora una volta". Tutto comincio' con un uovo: la stampa britannica dedica oggi molto spazio alla strage di Duisburg, insistendo molto sul fatto che la faida tra le due famiglie di San Luca ebbe inizio con il lancio di un uovo, e 'scoprendo' la 'Ndrangheta come fenomeno mafioso. ''Sei muoiono per vendetta di Mafia per un uovo'', scrive il Daily Mirror, mentre il Sun, come sempre, non rinuncia a usare stereotipi e sotto a un titolo che non c'entra niente ('Il Padrino', con la stessa grafica del film), riporta che ''sei mafiosi sono stati giustiziati dal clan rivale nel loro quartier generale in Germania''. Per il Daily Telegraph, ''la faida passa i confini''. L'Independent, che al massacro dedica due pagine, parla in un riquadro dell' ''uovo dal quale usci' la vendetta'', argomento ripreso anche dal Times, che parla pero' anche di un ''petardo'' lanciato tra le due famiglie come origine della spirale di odio, e nota come la 'Ndrangheta ''e' ora il maggior fornitore europeo di droga''. Infine, anche il Daily Mail scrive che ''tutto e' iniziato con un uovo''.