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    Duisburg, il pensiero della Cisl

    Sulla tragedia di Ferragosto a Duisburg, interviene il segretario provinciale della Cisl, Cosimo Piscioneri: “E’ davvero inquietante quanto successo a Duisburg, ma è ancora più inquietante il segnale che ha voluto dare la ‘ndrangheta, libera di agire impunemente, non solo nel suo territorio d’appartenenza, il che già è grave, ma anche all’estero, dove sono molteplici gli interessi, legati soprattutto al narcotraffico. A parte la sua onnipotenza, la mafia calabrese ha voluto, però, dare un segnale preciso. Come Cosa nostra, anche la ‘ndrangheta non dimentica, “è una pantera: agile, feroce, dalla memoria di elefante”, diceva Giovanni Falcone, e la strage di Ferragosto dimostra proprio questo. Così come dimostra l’assoluta incapacità dello Stato ad arginare un fenomeno criminale che viene continuamente sottovalutato, considerandolo più un aspetto folkloristico in una terra da abbandonare al suo destino, che una vera e propria emergenza nazionale. Com’era prevedibile, sono state numerose le reazioni di sconcerto e d’indignazione da parte del governo e di tutto il mondo politico, ma ci sembra davvero difficile che lo Stato possa contrastare la malavita calabrese a colpi di dichiarazioni o di comunicati stampa, mentre la ‘ndrangheta mostra indisturbata il suo volto violento utilizzando vere e proprie azioni militari. E il fatto che il fenomeno ‘ndranghetista viene sottovalutato, lo dimostra anche l’allarme lanciato nei mesi scorsi dall’ex prefetto Luigi De Sena nel corso di un’audizione alla commissione Antimafia, secondo cui c’erano fondati motivi di preoccupazione che preludevano all’avvio di una faida tra famiglie nella provincia di Reggio. Allarme che tutti hanno ignorato e nessuno ha raccolto. Ma la Calabria non era la figlia prediletta di questo governo? Forse lo è di più della criminalità organizzata, ma questo lo sapevamo già. E allora, ci chiediamo dov’è lo Stato? Perché ancora nessun rappresentante del governo è sceso in Calabria per fare sentire la presenza delle istituzioni? I calabresi, figli prediletti, ancora aspettano”.