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    Duisburg, il parere di Enzo Ciconte

    "Con Duisburg siamo davanti a due clan legati al traffico della coca, affari da milioni di euro. Una cosa del genere puo' significare un 'qui comando io, dovete fare i conti con me'. Lo scenario che si disegna a questo punto e' inquietante. La faida continua e le famiglie non smettono di scontrarsi. Ma un conto e' se si combattono tra di loro e un conto e' se le altre famiglie si schierano a favore dell'uno o dell'altro. A questo punto sarebbe una carneficina totale". Lo dichiara in un'intervista a 'Qn' Enzo Ciconte, docente di Storia della criminalita' organizzata, scrittore di numerosi saggi e consulente Antimafia. "La guerra – continua il docente – potrebbe concludersi in due modi. Per l'intervento di una autorita' di mafia, e non mi pare probabile. Oppure per l'intervento duro dello Stato. Lo Stato ha la forza per farlo. Dopo l'omicidio di Maria Strangio a Natale, lo Stato aveva militarizzato San Luca con carabinieri e polizia. Tutti i maschi adulti erano spariti, erano andati via, si erano dati a una latitanza volontaria per paura di rimetterci la vita. E allora la strage sono andati a farla fuori, all'estero. E nessuno si aspettava una vendetta tanto cruenta e con tali modalita'". E al quotidino 'Il Messaggero', il professore Ciconte aggiunge: "Sono anni che lo ripetiamo prima con i tabacchi, poi con la droga, le cosche calabresi hanno attivato una capillare e potentissima rete internazionale di traffici e di investimenti, soprattutto in Germania. Gia' diversi anni fa un'indagine sulla 'ndrangheta di Ciro' porta' alla luce legami con il ministro della Giustizia di un land tedesco. In questi anni le 'ndrine hanno comprato di tutto: da pizzerie, ristoranti e hotel fino a multinazionali. Obiettivi che possono perfino sembrare incredibili: come Gazprom, che proprio la cosca di San Luca tento' di scalare". (Adnkronos)