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    Duisburg, Ciconte: “Si annuncia una fine estate cupissima”

    "L'impressione è pessima. Adesso può succedere di tutto. Dopo un Ferragosto di sangue si annuncia una fine estate sempre più cupa. Se le indagini non vanno a segno in poco tempo si rischia una escalation preoccupante". Così Enzo Ciconte, docente di Storia della criminalità organizzata presso la Terza Università di Roma, esperto di mafia calabrese e consulente della Commissione Antimafia, dice in merito ai fatti di Duisburg. "L'omicidio di sei persone, la strage compiuta in questo modo – continua – è un segnale inequivocabile, ed al tempo stesso, di estrema pericolosità". Insomma la 'ndrina degli Strangio sottolinea che loro sono i titolari degli 'affari', dal traffico di droga a quello delle merci contraffatte. I Pelle possono ribattere subito. "Anche durante i funerali la situazione dovrà esser tenuta sotto controllo – spiega Ciconte – In passato già è successo". "I killer sono certamente partiti dalla Calabria, ma hanno avuto di sicuro un basista a Duisburg, dove c'è una comunità regionale molto radicata, dove è facile confondersi". La polizia tedesca riuscirà a trovare presto il bandolo della matassa? "Le autorità locali conoscono il fenomeno della 'Ndrangheta. Qualche tempo addietro fu intercettato l'assessore alla giustizia di un Land che avvertiva un suo amico di essere sotto il controllo degli inquirenti italiani. Gli interessi economici che si muovono da paesini piccoli come San Luca sono enormi, difficilmente quantificabili". La faida ha un "meccanismo tribale" finisce quando una delle due famiglie in lotta riesce ad eliminare tutti i rappresentanti maschi dell'altra. "Oppure c'è un matrimonio riparatore tra due rappresentanti delle fazioni. Ma questa ipotesi al momento mi sembra molto poco praticabile", aggiunge Ciconte. Dopo l'assassinio di Maria Strangio, nel Natale del 2006, c'è stata una tregua? "La pausa per la reazione è dovuta soprattutto al fatto che il prefetto Luigi De Sena, giunto a Reggio dopo l'omicidio Fortugno, ha imposto controlli serrati a San Luca, paralizzando di fatto ogni possibile movimento. Infatti, i maschi giovani di entrambe le famiglie erano andati via dal paese".