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Duisburg, c’è l’identikit di uno dei killer

identikit_duisburgUna vendetta contro un esponente della cosca rivale, compiuta con un'azione eclatante e nella quale potrebbe essere incappato anche qualcuno che non c'entrava nulla ma che a quel punto sarebbe stato 'punito' per dare ancor piu' valenza al gesto. Realizzata da un gruppo di fuoco di almeno due killer, che hanno potuto contare sul sicuro appoggio di complici in zona, pianificata a lungo nei modi e nei tempi. Il giorno dopo la strage di Ferragosto, gli investigatori italiani e tedeschi sembrerebbero sempre piu' convinti che i sei calabresi giustiziati davanti al ristorante 'Da Bruno' di Duisburg – uno dei proprietari del locale, Sebastiano Strangio, i fratelli Francesco e Marco


Pergola, entrambi residenti a Duisburg e impiegati nel ristorante, Tommaso Venturi, il giovane che aveva festeggiato i 18 anni proprio la sera della strage, il minorenne Francesco G. (anche loro due residenti in Germania) e Marco Marmo, l'unico arrivato dall'Italia – siano le ennesime vittime della faida di San Luca, che vede contrapposti da un lato le famiglie Strangio-Nirta, quelle da cui proverrebbero i killer, e dall'altro i Vottari-Pelle. E in serata la polizia tedesca ha diffuso l'identikit di un giovane: sarebbe, secondo le ricostruzioni fatte dai testimoni, l'autista di una grossa berlina, partita in gran fretta da una strada a pochi passi dal luogo della strage, sulla quale sarebbero salite due persone. La persona viene descritta con ''un'altezza di 180-185 cm, figura slanciata, capelli scuri corti e basette fin quasi alla bocca, senza barba o baffi, con un grosso neo sotto l'occhio destro''. Ufficialmente gli inquirenti non escludono le altre ipotesi, prima tra tutte quella che porta al traffico di droga ma anche agli interessi milionari che la 'ndrangheta ha in Germania, dove le cosche sono titolari di imprese e attivita' commerciali. Ma in realta' gli elementi acquisiti sembrerebbero andare in un'unica direzione. ''Quella della faida resta sicuramente l'ipotesi al centro delle indagini, non c'e' ragione per pensare cose diverse'' dice uno degli investigatori che sta seguendo da vicino il caso, in stretto contatto con la polizia tedesca. Dalle riunioni che si sono tenute oggi nella citta' della Ruhr, sarebbe emerso un altro punto dato quasi per certo. L'obiettivo vero della strage di Ferragosto sarebbe stato Marco Marmo, arrivato in Germania soltanto domenica. Marmo avrebbe infatti fatto parte del commando che la notte di Natale dell'anno scorso avrebbe realizzato l'agguato a Giovanni Nirta, uno dei presunti capi degli Strangio-Nirta, mancando il bersaglio grosso e uccidendo pero' la moglie del boss, Maria Strangio e ferendo altre tre persone, tra cui un bambino di cinque anni. Ipotesi che, si e' appreso da fonti investigative, avrebbe trovato anche riscontri dalle indagini. E lo stesso ministro dell'Interno Giuliano Amato, ieri, aveva indicato questa possibilita' senza pero' fare il nome di Marmo: uno degli autori dell'ultimo delitto avvenuto a San Luca, ha detto il ministro, probabilmente ''e' una delle persone uccise'' che ''si aspettava che accadesse qualcosa e sembrava fosse alla ricerca di armi per difendersi, ma e' stato raggiunto prima da chi voleva vendicarsi che dalla giustizia''. I motivi dell'uccisione degli altri cinque devono invece ancora essere ricostruiti. Potrebbe trattarsi di una punizione ancor piu' severa nell'ambito di una vera e propria logica di annientamento della cosca rivale, oppure della necessita' di non lasciare testimoni. Resta anche da chiarire il ruolo di Sebastiano Strangio e, soprattutto, del fratello Giuseppe, cotitolare del ristorante. Quest'ultimo, e' stato accertato, non si trovava in Germania la notte tra martedi' e mercoledi' e, anzi, sarebbe in Italia. Ma al momento gli investigatori non sarebbero ancora riusciti a rintracciarlo. Sul locale, peraltro, secondo quanto si apprende, avevano da tempo puntato gli occhi gli investigatori tedeschi per verificare se vi fossero legami con la criminalita' organizzata. Un ulteriore contributo alle indagini dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, quando saranno concluse le autopsie e quando gli esami balistici avranno chiarito quali e quante armi hanno colpito a Duisburg. Per uccidere i sei sono stati sparati almeno 70 colpi, probabilmente con delle mitragliette. Poi ognuno e' stato giustiziato con un colpo alla testa. E' evidente dunque, fa notare un investigatore, che l'azione e' stata pianificata in ogni minimo dettaglio. Se i killer siano arrivati direttamente da San Luca, ipotesi ritenuta probabile, o fossero gia' in Germania, non e' ancora chiaro. Quel che e' certo e' che a Duisburg ''hanno trovato una situazione logistica favorevole''. Significa appoggi, forse anche basi, e sicuramente dei complici. Pochi elementi, invece, dalle immagini registrate dalle telecamere installate sul palazzo della Deutsche Telekom e dell'azienda siderurgica tedesca. Le immagini, oltre ad essere buie, sarebbero anche sfocate e non consentirebbero l'identificazione delle due persone che sarebbero state viste allontanarsi dal luogo della strage da un testimone.(ANSA).

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