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    La magistratura reggina lancia allarme ‘ndrangheta

    polizia''Le strutture giudiziarie reggine, ed in particolare la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, si apprestano, anzi sono gia' impegnate, a fronteggiare una nuova fase dell'azione del crimine organizzato che, probabilmente, in un primo tempo si presentera' forse poco cruenta, ma che nel breve volgere di pochi anni quasi certamente transitera' verso una nuova e totale guerra tra le cosche, pronte a contendersi gli investimenti comunitari, gli investimenti governativi e regionali, e, soprattutto, gli investimenti privati che operatori economici anche esteri hanno gia' programmato per l'immediato futuro''.

    Tale giudizio – un vero e proprio allarme per lo stato dell'ordine pubblico – e' contenuto in una lettera inviata da qualche settimana al Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e, per conoscenza, al Procuratore Generale di Reggio Calabria, Giovanni Marletta, redatta e sottoscritta dal Procuratore della Repubblica facente funzioni, Franco Scuderi, e dal Procuratore aggiunto e coordinatore della distrettuale antimafia, Salvatore Boemi.
    ''Si e' a conoscenza – scrivono Scuderi e Boemi al ministro Mastella – dell'attenzione e dell'interesse Suo, del Governo, del Csm e del Capo dello Stato circa l'attuale fase, di per se' di grande allarme, evidenziata dall'omicidio dell'on. Francesco Fortugno, dai quotidiani attacchi ad amministratori pubblici e politici, dalla devastante aggressione ai principali comparti della cosa pubblica (sanita', ambiente e lavori pubblici), che segnalano inevitabilmente uno stato di sofferenza della vita pubblica, e di riflesso, dell'azione giudiziaria''.
    I due alti magistrati, inoltre, ricordano che ''le strutture giudiziarie del Distretto reggino, da almeno due decenni rappresentano un presidio strategico ed un punto di riferimento prioritario nelle azioni coralmente volte all'affermazione della legalita'.
    Unitamente all'azione delle istituzioni politiche ed amministrative – sottolineano ancora Scuderi e Boemi – l'azione giudiziaria ha rappresentato e rappresenta il momento centrale del contrasto al degrado economico e sociale della provincia di Reggio Calabria, storicamente permeata, diremmo in ogni anfratto, dall'azione della piu' potente organizzazione criminale, cioe' la ndrangheta.
    Oggi piu' di ieri – scrivono i due magistrati – il crimine organizzato reggino si colloca al centro di un reticolo di malaffare che segna una profonda svolta nelle strategie delinquenziali mafiose''.
    Franco Scuderi e Salvatore Boemi, infine, ribadiscono ''la carenza strutturale degli organici che ci spinge ad avanzare la richiesta, legittima, di istituzione presso il nostro Ufficio del terzo posto di Procuratore Aggiunto, non per un riequilibrio rispetto ad altre realta' territoriale, ma per l'allarmante situazione in cui versa l'ordine pubblico nel Distretto.(ANSA).