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    Vertenza Anisap: proseguono le trattative

    Si e' svolta oggi, all'Assessorato regionale alla Salute, la riunione convocata dall'Assessore Doris Lo Moro con le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL confederali e di categoria, per cercare la soluzione alla dura vertenza messa in piedi dai titolari delle strutture convenzionate con la Regione e che ha portato alla serrata dei laboratori di analisi e il licenziamento di 750 lavoratori dipendenti. La protesta delle strutture ha origine, com'e' noto, dalla contestazione della deliberazione n.169/07 che ha adeguato le tariffe delle prestazioni delle strutture al tariffario previsto dalla legge c.d. Bindi. Questo adeguamento, a dire dei titolari dei laboratori, comporta un abbassamento delle tariffe del 31% che si aggiunge al 20% di riduzione previsto dalla legge finanziaria 2007 e, quindi, sempre a loro dire mette in condizione di estremo disagio finanziario i bilanci. Dalla riunione odierna e' emersa la volonta' comune, di Assessore e Sindacato, di aprire gia' nella prossima settimana, un tavolo di concertazione continua per approntare un progetto nuovo sulla sanita' privata-convenzionata-accreditata della regione, con un nuovo equilibrio tra privato e pubblico e soprattutto con regole ferme tese ad evitare la continua situazione di crisi del settore, nella quale ogni volta a pagare piu' di tutti sono i cittadini e i lavoratori. Ma, mentre su tali questioni di principio le volonta' sono apparse molto convergenti, sulle modalita' per superare il momento critico e, quindi, i licenziamenti in atto e la chiusura delle strutture, che gravi disagi sta creando ai cittadini – spiega un comunicato della Cisl – si e' di fatto registrata una netta distinzione tra le parti. Il segretario generale della CISL FP Calabria, Natale Pace, che esprimeva anche la posizione del segretario generale della Cisl Calabrese, Luigi Sbarra, proponeva di sospendere l'efficacia della delibera n.169 fino al 30 giugno, avendo ricevuto garanzia che, in tal caso, i datori di lavoro avrebbero revocato i licenziamenti e riaperto le strutture. ''Avremmo cosi' circa tre mesi di tempo'' ha chiarito Natale Pace, ''per predisporre il Progetto con le nuove regole, con i nuovi equilibri tra pubblico e privato, senza l'assillo dei lavoratori e dei licenziamenti. A meno che la Regione non intenda impegnarsi formalmente, nel rispetto di quanto promesso dal Presidente del Consiglio Regionale Bova, a garantire che nessun posto di lavoro si perdera'''. La proposta della CISL non veniva condivisa, non solo dall'Assessore Lo Moro, ma neppure da CGIL e UIL. Alla fine della riunione, Natale Pace, pur confermando la disponibilita' della Cisl calabrese all'avvio della concertazione sulle questioni importantissime di principio discusse durante la riunione, prendeva atto della posizione intransigente dell'Assessore, suffragata da CGIL e UIL, rispetto alla proposta avanzata. ''In questo momento, con 88 licenziamenti gia' esecutivi e altri 700 pronti alla scadenza, ogni altro ragionamento che non sia – come evitare la perdita di questi posti di lavoro – e' pleonastico. La CISL calabrese esce dalla riunione insoddisfatta e pertanto conferma la manifestazione di lota dei 750 lavoratori licenziati, restando tutte in piedi le motivazioni per cui era stata indetta. Ribadiamo, non staremo a guardare- dice Pace – mentre si perdono centinaia di posti di lavoro e siamo preoccupati per risvolti di ordine pubblico che la disperazione dei lavoratori potrebbe provocare. Insieme al Segretario generale della CISL calabrese Luigi Sbarra, lunedi' chiederemo un incontro all'Assessore Lo Moro e ribadiremo con forza la richiesta della CISL di attivare ogni utile iniziativa per scongiurare il disastro dei licenziamenti''.