• Home / CITTA / Siccità, in Calabria riserve idriche nella norma

    Siccità, in Calabria riserve idriche nella norma

    Nessun allarme allo stato attuale per le riserve idriche della Calabria. In particolare non si registrano situazioni critiche per i laghi artificiali della Sila ne' per il fiume Neto, il secondo corso d'acqua della Regione che dall'altopiano silano scorre fino al mare Ionio, attraverso le province di Cosenza e Crotone. ''Non c'e' alcun problema specifico ne' uno stato di attenzione – spiega all'ADNKRONOS l'assessore all'Ambiente della Provincia di Crotone Claudio Liotti – Le piogge di questi ultimi giorni hanno contribuito a mantenere la situazione nella normalita'. Non c'e dunque nessun problema specifico ne' per l'agricoltura ne' per usi domestici. Per la vigilanza sul sistema fluviale siamo comunque in attesa del trasferimento di competenze dalla Regione alle Province – precisa l'assessore – E' in corso un passaggio di deleghe ma non disponiamo ancora di risorse ne' di strumenti''. ''L'andamento della passata stagione invernale, con temperature decisamente superiori alla norma e poca neve, potra' pesare sul bilancio idrico del periodo estivo, ma al momento non c'e' allarme''. Lo ribadisce Roberto Caterisano, dirigente del servizio Agrometeorologia dell'Arssa (Azienda regionale servizi e sviluppo in agricoltura). ''Le piogge non hanno subito riduzioni, le precipitazioni sono state abbondanti e ben distribuite, anche sopra la media – spiega – Poche invece le nevicate invernali, che nella fase dello scioglimento, consentono il riempimento dei bacini idrici. Ma anche da questo punto di vista non ci sono allarmi e le riserve non sono al di sotto della media. A marzo la situazione si presentava decisamente anomala, con temperature di 2 gradi e mezzo superiori alle medie. L'andamento del mese di aprile ha riequilibrato, con abbassamento temperature e precipitazioni''. ''Per quanto riguarda l'uso dell'acqua in agricoltura la Calabria ha una situazione consolidata di ricorso a impianti irrigui artificiali, almeno nel periodo da giugno fino a meta' agosto – precisa l'esperto dell'Arssa – Mancano corsi d'acqua lunghi che possano garantire riserve sufficienti all'approvvigionamento necessario e in molte zone di agricoltura intensiva e si ricorre all'irrigazioine artificiale. Questo pero' – conclude – e' un problema di deficit idrico strutturale e non legato a circostanze specifiche''. (Adnkronos)