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    Loiero: “Anche noi nel PD”

    ''Un soggetto politico unitario ha bisogno anche del Pdm e nel Pd noi ci saremo. Valuto molto positivamente, dunque, l'invito di Carlo Guccione per un'accelerazione del processo di costruzione del nuovo partito''. E' quanto afferma il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, convinto che ''lo spirito di Lamezia non solo non puo' essere dissipato, ma deve essere valorizzato''. ''Sono invece molto perplesso – aggiunge Loiero – per alcune cose sentite e lette in questi giorni sul governo regionale, per la loro provenienza, per lo scarso riconoscimento di quello che si e' fatto anche da parte di chi lo ha fatto''. ''Ho ascoltato con attenzione la relazione di Guccione – afferma ancora Loiero – che conteneva qualche riconoscimento, elargito a mezza bocca alla Giunta regionale, e nello stesso tempo critiche che, sinceramente, questa giunta non merita. Naturalmente, ho lasciato correre immedesimandomi nel complicato rapporto tra il segretario regionale, in attesa di una nuova investitura e la sua base. Ma poi le critiche sono continuate anche nella seconda giornata e alle provenienze meno accettabili. E' evidente – secondo Loiero – che l'esercizio dell'autocritica, che e' sempre difficile e talvolta doloroso, fa fatica a vedere la luce in certi soggetti istituzionali, non so se per ritardi legati alla propria storia collettiva o individuale''. ''In ogni caso – afferma il presidente Loiero – invito tutti a guardare dove, come e chi ha portato problemi (che quando non sono attribuibili a una protagonismo eccessivo sono dovuti a inerzia) alla governabilita' della Calabria, per quattro mesi imbrigliata in defatiganti trattative, che hanno provocato ritardi talvolta abissali con una drammatica caduta d'immagine. E invito a verificare quali sono e dove stanno le maggiori inerzie nella squadra di governo che non puo' essere accomunata in un giudizio non positivo che come tale non merita''. ''Quello che non accetto, in ogni modo, e' altro – dice ancora Loiero – e non riguarda certo il mancato riconoscimento di quella che io ritengo un'incisiva azione di governo che affronta problemi che languivano da decenni e opera per risolverli. Ero abituato, infatti, a pensare che fosse una caratteristica dei partiti estremi quella di essere di lotta e di governo. E che cio' non toccasse chi da molti anni ha avviato un forte processo riformatore che include tra i suoi obiettivi dalle liberalizzazioni all'esaltazione del mercato''