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    Libera, interviene la Melandri

    ''La notizia della devastazione, in Calabria, di una cooperativa agricola creata da Libera mi riempie di grande indignazione, ma voglio dire ai ragazzi che ci lavorano e a tutti coloro che sostengono questa iniziativa che lo Stato e' al loro fianco e che fara' di tutto per colpire i responsabili di questo gesto infame e per continuare a sostenere il loro impegno quotidiano e la loro attivita'''. Lo ha detto, in una dichiarazione, il ministro per le Politiche giovanili e le attivita' sportive, Giovanna Melandri. ''Da anni – aggiunge Melandri – l'associazione fondata da don Luigi Ciotti svolge in tante regioni di Italia ferite dalla criminalita' organizzata un lavoro impagabile di cura e rivalutazione produttiva e sociale delle terre confiscate alla mafia, un lavoro che coinvolge moltissimi giovani in tutta Italia, impegnati a rispondere costruttivamente con il proprio impegno spesso volontario alle molte, troppe mafie ancora presenti nel nostro Paese. Colpire Libera significa anche tentare di colpire la parte costruttiva della nostra gioventu' che e' impegnata nell'associazionismo, nel volontariato sociale, nei movimenti e che non ha paura di rispondere, con progetti concreti, all'illegalita' diffusa che mortifica molte aree soprattutto del Mezzogiorno d'Italia e che rifiuta la pericolosa idea che con la mafia si possa e si debba ancora convivere. Si tratta di quelle migliaia di ragazze e ragazzi, che si sono ritrovate lo scorso marzo in piazza a Polistena, in occasione della XX giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie e del cui quotidiano impegno e coraggio i giornali parlano poco. Questo tentativo va respinto dalle istituzioni, dalla societa' e dai ragazzi prima di tutto, in nome dell'amore per la liberta' e la giustizia''. ''A don Luigi Ciotti e agli amici della cooperativa agricola Valle del Marro – conclude il ministro Melandri – esprimo tutta la mia solidarieta' per l'attentato subito, nella convinzione che con le mafie esista un'unica modalita' di relazione da parte dello Stato e delle istituzioni: la battaglia, lunga, strenua, senza quartiere e senza requie''. (ANSA).