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    Il 15% dei beni confiscati alla mafia proviene dalla Calabria

    Sono 7.328m al 31 dicembre 2006, gli immobili confiscati alla criminalita' organizzata. Di essi, 3.493 sono stati gia' destinati oppure dichiarati non destinabili (si tratta di una minima parte) e 3.835 sono censiti come beni ancora in gestione. I dati sono stati resi noti dal direttore dell'Agenzia del Demanio, Elisabetta Spitz, nel corso di una audizione in Commissione antimafia. La meta' dei beni confiscati e' costituita da appartamenti o altri tipi di abitazione, il 26% e' rappresentato da terreni e il resto da locali, pertinenze e altri tipi di immobili. La stragrande maggioranza dei beni confiscati, ben l'83%, si trova nella quattro regioni meridionali con una netta prevalenza della Sicilia (il 45%), mentre Campania e Calabria si attestano a circa il 15% e la Puglia il 7%. Il restante 17% e' dislocato prevalentemente in Lombardia e nel Lazio. Per quanto riguarda i beni destinati, l'84% e' stato assegnato ai Comuni e il resto allo Stato per finalita' di ordine pubblico. I beni trasferiti ai Comuni sono per il 77% destinati a finalita' sociali (alloggi per indigenti, sedi di associazioni) e per il 23% a finalita' istituzionali (uffici, scuole, strutture socio sanitarie). Per la destinazione degli immobili un problema particolare, ha spiegato Elisabetta Spitz, si pone per la Sicilia, dove e' stato possibile attribuire solo il 37% degli immobili confiscati mentre il 57% rientra ancora eni beni in gestione. Cio' e' dovuto a fattori di criticita' che ne ostacolano la destinazione, come procedure giudiziarie in corso o immobili che fanno parte del patrimomnio di societa' confiscate. I beni ancora in gestione (1900 appartamenti, 810 terreni e il resto pertinenze e locali vari) sono dislocati per lo piu' nella province di Palermo, Reggio Calabria, Catania, Napoli e Caserta. ''L'impegno per il 2007 – ha spiegato il direttore del Demanio – e' quello di destinare un elevato numero di immobili la cui assegnazione non presenta particolari criticita'. Per fare questo l'Agenzia ha avviato alcuni progetti territoriali che porteranno a stipulare protocolli di intesa, dopo quelli gia' firmati di Roma (per 57 immobili) e Reggio Calabria (48 immobili). Le citta' interessate sono: Palermo, Catania, Agrigento, Napoli, Trapani, Milano. Previsto anche un protocollo di intesa con la Regione Puglia''. Elisabetta Spitz ha poi indicato alcuni possibili ''assestamenti del quadro normativo'' che possono consentire una piu' agevole gestione e assegnazione dei beni confiscati. ''Un punto nodale – ha spiegato – e' rappresentato dall'esigenza di raccordare meglio la fase della gestione a quella giudiziaria, inserendo l'Agenzia nella fase della confisca. Si puo' ipotizzare che l'Agenzia intervenga a sostegno dell'attivita' del giudice, nella veste di consulente tecnico gestionale''. (Asca)