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    Donnici a Bruxelles: la più polemica elezione al parlamento europeo

    DonniciNella giornata di ieri sono
    stati in pochi ad accorgersi che al Parlamento europeo ha
    fatto il suo ingresso, come nuovo membro dell'assemblea,
    Beniamino Donnici. In apertura della sessione plenaria di
    ieri, il presidente Hans-Gert Poettering ha dato l'annuncio
    della sua elezione. Donnici rappresentera' l'Italia dei
    valori (Idv) aderendo al gruppo Adle, l'Alleanza dei
    democratici e liberali per l'Europa. Il presidente del gruppo
    Graham Watson nella riunione degli eurodeputati dell'Adle ha
    rivolto al neoeletto un "caloroso saluto di benvenuto".
    Con
    l'arrivo di Donnici in aula si conclude una lunga vicenda
    politica e amministrativa che lo ha visto contrapposto ad
    Achille Occhetto, candidato nella stessa lista alle ultime
    elezioni europee (Lista Di Pietro – Occhetto – Societa'
    civile):

    "Piu' che per me – ha dichiarato il neoeletto – sono
    felice perche' oggi si ripara una lesione di democrazia, di
    legalita' e di verita'". La vicenda Donnici-Occhetto e' stata
    una delle piu' brutte polemiche interne al centrosinistra.
    Beniamino Donnici, esponente politico calabrese gia' iscritto
    al Msi, era considerato, fino al momento delle sue recenti
    dimissioni, un esponente di punta della giunta Loiero alla
    Regione Calabria in qualita' di sottosegretario alla
    presidenza dell'ente.
    Occhetto
    L'ex segretario del Pci si e' dovuto
    scontrare con lui per restare deputato europeo, ma non ce
    l'ha fatta. Achille Occhetto era stato eletto deputato
    europeo nel 2004, ma aveva rinunciato al suo mandato per far
    eleggere Giulietto Chiesa. Nel 2006 Occhetto era pero'
    subentrato ad Antonio Di Pietro dopo che il leader
    dell'Italia dei valori era diventato ministro delle
    Infrastrutture del governo Prodi.
    Da qui e' nato lo scontro
    con Donnici che riteneva di essere il primo dei non eletti e
    che Occhetto non potesse piu' subentrare come eurodeputato.
    Infatti, Occhetto, al momento della sua rinuncia nel
    2004, aveva depositato un atto notarile con il quale
    rinunciava al mandato europeo in quella legislatura.
    In
    virtu' di quell'atto, depositato da Occhetto al momento del
    primo abbandono, Donnici ha chiesto di entrare
    all'europarlamento al posto dell'ex segretario del Pds e il
    Consiglio di Stato gli ha dato ragione. Cosi', il Pse, gruppo
    al quale era iscritto Achille Occhetto, ha perso un deputato
    in favore di quello liberaldemocratico dell'Alde.
    In mezzo a
    questa polemica era nato uno scontro interno tra i superstiti
    di quella lista che hanno cercato di dividersi i rimorsi
    elettorali con una coda di polemica durissima. Dopo le
    elezioni europee del 2004 l'Idv incamera ben 5.510.203,6 euro
    a fronte di una spesa sostenuta dalla lista "Di Pietro –
    Occhetto – Societa' civile", alle europee, di circa 2,5
    milioni di euro. Achille Occhetto avrebbe chiesto una parte
    di questi soldi, ma Di Pietro non ha nemmeno risposto (vedi
    Milano Finanza del 21 giugno del 2005).
    Tra Di Pietro e
    Giulietto Chiesa, deputato europeo eletto in quella lista,
    volano gli stracci.
    Di Pietro attacca Chiesa sui rimborsi richiesti: "È un
    irriconoscente, e' diventato eurodeputato perche' gli ho
    lasciato il posto (…). Rivendica rimborsi elettorali.
    Ma
    questi vanno ai partiti e non ai singoli. Inoltre non ha
    versato il rimborso spese per la sua campagna elettorale".
    (Corriere della sera del 26 ottobre 2005).
    Dalle colonne del
    quotidiano Il Riformista, Emanuele Macaluso ha guardato quasi
    con pena alla vicenda Donnici-Occhetto. Di PietroCommentando la
    sentenza del Consiglio di Stato "em.ma" ha scritto: "Ma, dice
    Occhetto, il capo di gabinetto di Di Pietro e' il dottor
    Vincenzo Fortunato, membro del Consiglio di presidenza della
    giustizia amministrativa.
    Ecco il conflitto di interessi. Ci
    chiediamo perche' un ex segretario del Pci, uno che ha
    fondato il Pds, faccia la lista con un signore di destra come
    il Donnici patrocinata da un personaggio come Di Pietro.

    Emerge uno squarcio di degrado della politica che coinvolge
    un uomo come Occhetto, che ho spesso criticato, ma che avuto
    un ruolo rilevante nella sinistra italiana. Di Pietro invece
    non ci stupisce". (Il Riformista del 1 novembre 2006)".