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    Continuava a tirare le fila dei suoi, da detenuto. La storia di Di Dieco

    Anche da pentito continuava a delinquere ricattando ed estorcendo il suo ex padrino e altri vecchi compagni di "avventura". E' quello che rivela oggi Gazzetta del Sud, nel pubblicare le dichiarazioni di Antonio Di Dieco, ex boss della Ndrangheta di Castrovillari pentito dal 2003 e sottoposto al programma di protezione.
    Di Dieco, 40 anni, ha confessato agli inquirenti d'aver corrisposto somme di denaro a un suo ex affiliato, Cosimo Alfonso Scaglione, 36 anni, pure lui pentito. È accaduto a Roma, lo scorso anno, mentre entrambi si trovavano sottoposti a regime di protezione. Il presunto ricattatore, spiega Gazzetta del Sud, avrebbe lasciato intendere al suo ex padrino d'essere pronto ad accusare, di gravi reati di truffa, i familiari rimasti in Calabria.
    "Non potevo denunciare il fatto -ha spiegato Di Dieco-perchè temevo che mi spostassero di località insieme con la mia famiglia. Mi consigliai con il mio avvocato che, comunque, mi disse di lasciare traccia documentale dei pagamenti. Se avessi voluto compiere attività illegali non avrei certo usato questo metodo".
    Così, Di Dieco staccò una serie di assegni a Scaglione. Nel gennaio scorso ha rivelato alla Dda di Catanzaro di aver ceduto a quel ricatto. «Un giorno – ha aggiunto Di Dieco – dimostrerò che anche nei confronti di altre persone innocenti Scaglione ha avanzato le stesse pretese». Cioè che avrebbe chiesto soldi a più persone minacciando, altrimenti, di rendere pesanti dichiarazioni accusatorie.
    Però la versione di Di Dieco cozza con quella resa da Scaglione. Quest'ultimo, infatti, ha dichiarato ai magistrati inquirenti di due diverse Dda (Milano e Catanzaro) di aver ricevuto pagamenti in assegni dal padrino calabrese per concordare il tenore delle dichiarazioni da rendere davanti all'autorità giudiziaria.
    "È davvero inquietante- commento il quotidiano di Messina- che due pentiti possano liberamente incontrarsi nella Capitale mentre vivono sotto protezione. E che possano addirittura scambiarsi delle somme di denaro". (APCom)