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    Comunali: Pensabene il grande assente

    pensabeneUn dato è certo: a sinistra mancano tre nomi importanti: Demetrio Naccari, Nino De Gaetano e Gianni Pensabene.
    E se per i primi due la spiegazione – alla fine- può essere ricercata nelle responsabilità di livello regionale che, intanto, hanno assunto, la vicenda Pensabene, invece, è emblematica rispetto a cosa stia accadendo a sinistra.
    Ricapitoliamo: Gianni Pensabene – da sempre organico ai Ds- è l’unico uomo politico cittadino che può vantare la presenza in giunta al fianco di


    Falcomatà per tutti i 9 anni di governo di Italo.
    Inoltre, scomparso Falcomatà, Pensabene per 5 anni è stato il capogruppo consiliare diessino, alla guida dell’opposizione.
    Ce n’era abbastanza, secondo lui – e secondo il buon senso- per giungere ad una sua automatica candidatura alle primarie, visto anche che Ds e Margherita collezionavano garbati rifiuti in serie.
    Però, come è noto, nonostante la sua disponibilità dichiarata pubblicamente, qualcosa nella notte cambia e Pensabene non viene reputato degno nemmeno di concorrere alle primarie.
    Lui s’infuria, convoca una conferenza stampa, manifesta tutta la sua amarezza nei confronti del partito, forse esagera.
    Tanto è che le ore successive passano tra una smentita ed un “distinguo”, tra un “ma” ed un “se” e si chiudono con una conferenza stampa convocata dai ds che mette il punto su quello che loro stessi, nel comunicato, definiscono il “caso-Pensabene”.
    Tutto finito? Nemmeno per sogno, o forse si, nel senso che il percorso comune tra Ds e Pensabene si chiude qui, almeno per ciò che riguarda il confronto elettorale ed il consiglio comunale di Reggio.
    Se lui sia ancora segnato dallo sgarbo ricevuto, al punto di scegliere di fare un passo indietro, oppure se sia stato il partito a fargli pagare la reazione pubblica, al momento non è dato sapere.
    Ciò che è certo è che la città ha perso un’opportunità e non l’ha persa solo la sinistra.
    L’esperienza di quasi un decennio di amministrazione e quasi due decenni di politica non andava dispersa.
    La sinistra, perso anche Naccari, si aggrappa ai pochi superstiti di esperienza rimasti, quasi tutti in quota Margherita.
    La lista dei ds, invece, sul piano dell’esperienza, si abbevera solo a quella di Albanese.