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    Calabria: nel 2006 scoperti oltre 1330 lavoratori irregolari

    Sono in tutto 1.313 i lavoratori irregolari, di cui 1.021 completamente in nero, scoperti nel 2006 dalla Guardia di Finanza in Calabria. Il dato e' emerso nel corso della relazione del comandante delle fiamme gialle, generale Riccardo Piccinni, in occasione della presentazione del Rapporto annuale 2006 che si e' svolta questa mattina a Catanzaro alla presenza delle massime autorita' civili e militari della Calabria. ''Particolarmente intensa – ha affermato il generale Piccinni – e' stata l'attivita' di contrasto al lavoro nero e irregolare svolta su tutto il territorio per contrastare efficacemente tale fenomeno. Cosi' come importante e' stata l'azione che ha portato alla scoperta di 288 evasori totali e 35 evasori paratotali, responsabili di aver nascosto al fisco 373 milioni di euro. In attuazione delle direttive impartite dal ministro dell'Economia e delle Finanze – ha spiegato Piccinni – l'attivita' di verifica si e' orientata principalmente nei confronti dei contribuenti per i quali sussistevano concreti indizi di pericolosita' fiscale''. Il comandante della Guardia di Finanza, dopo aver spiegato i compiti specifici di polizia economico-finanziaria, ha passato in rassegna tutti gli ambiti di azione dei reparti che fanno capo al comando Regione Calabria. Significativi sono stati gli interventi nel settore delle frodi ai bilanci comunitari, nazionale e locali, specie nei comparti della politica agricola comune e dei fondi strutturali. Le procedure di controllo hanno consentito di individuare 519 violazioni e di verbalizzare 1.188 soggetti con l'accertamento di circa 304 milioni di euro di indebite percezioni di finanziamenti a carico dei bilanci comunitari, nazionali e locali di cui oltre 139 milioni di euro bloccati prima di essere erogati. Particolare attenzione e' stata posta verso l'applicazione della speciale misura di sicurezza, introdotta dalla legge 300/2000, per i reati piu' gravi contro la pubblica amministrazione e contro il patrimonio, che prevede il sequestro per equivalente di beni, per la successiva confisca. In diverse operazioni di servizio condotte nel Cosentino e nel Crotonese, si e' proceduto infatti alla denuncia all'autorita' giudiziaria di 16 soggetti responsabili di gravi reati afferenti indebite percezioni di contribuzioni pubbliche, con il conseguente sequestro per equivalente di beni immobili, complessi aziendali e quote societarie, per un valore stimato di circa 20 milioni di euro. Particolare attenzione e' stata rivolta anche al settore della sanita', nell'ambito del quale sono state scoperte diverse situazioni che meritavano di essere approfondite, come quella relativa all'istituto Papa Giovanni XIII di Serra D'Aiello (Cosenza). Le fiamme gialle hanno rilevato che la Calabria ha sofferto di danni all'erario per 270 milioni di euro. Per questo motivo sono stati segnalati all'autorita' giudiziaria ben 1.319 soggetti. Altro settore di azione e' stato quello della lotta alla criminalita' organizzata, che si e' sviluppata principalmente attraverso l'applicazione di strumenti normativi e procedure di indagine che consentono l'aggressione delle disponibilita' finanziarie e patrimoniali dei soggetti indiziati di appartenere ad associazioni criminali e la verifica della loro posizione fiscale, ha consentito di assicurare alla giustizia 14 latitanti e denunciare 4.956 persone di cui 110 in stato di arresto. L'intensa attivita' condotta ha consentito di sottoporre a sequestro immobili, aziende, automezzi e disponibilita' finanziarie in valuta e titoli, per un valore complessivo di circa 57 milioni di euro e di sottrarre alla disponibilita' delle varie 'ndrine oltre 10.000 tra armi e munizioni da guerra.