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    Operazione Carabinieri, dalla Calabria rifornimenti per Sicilia e Roma

    ccPersonaggi vicini alla cosca Pesce di Rosarno rifornivano di droga elementi ritenuti vicini alle cosche Attanasio Bottaro di Siracusa e Ceusi di Catania, oltre ad alcune persone di Soriano Calabro


    (Vibo Valentia) che a loro volta avevano stretti collegamenti con alcuni slavi a Roma che, con il concorso del titolare di una sala giochi, avevano organizzato un vero e proprio mini market dello stupefacente. E' quanto hanno accertato i carabinieri del reparto operativo di Reggio Calabria che stamani hanno arrestato 18 persone tra la Calabria, la Sicilia ed il Lazio. Il traffico, secondo l'accusa, era stato avviato da un altro soggetto della costa Ionica reggina, vicino alle cosche Jerino' e Mazzaferro. L'accusa, per tutti, e' associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito, detenzione e vendita di stupefacenti. Due sono accusati anche di detenzione e porto illegale di una pistola. L'indagine, denominata Tsunami 3, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, ha preso il via sugli sviluppi di due precedenti inchieste condotte contro lo spaccio di stupefacenti a Reggio Calabria il 29 gennaio 2003 ed il 28 marzo 2006. In particolare i carabinieri, dopo avere fatto luce su un'intrecciata rete di individui impegnati nello spaccio di droga a Reggio e dopo avere individuato il canale di approvvigionamento, hanno proseguito le indagini riuscendo a fare luce su uno scenario criminale ancora piu' ampio che vede interessati personaggi ritenuti dai militari di notevole spessore criminale sia della Calabria che della Sicilia, interessando anche personaggi che vivono nella provincia di Roma. Nel corso delle indagini sono state effettuate intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti e controlli e l'esame di atti di altri procedimenti grazie al quale gli investigatori hanno potuto attribuire il reale significato ad una serie di conversazioni durante le quali le persone intercettate utilizzano espressioni criptiche, facendo ricorso a termini ''convenzionali'', per concludere gli accordi senza mani nominare direttamente il nome della droga.(ANSA).