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    Tragedia nello stretto: collisione tra aliscafo e mercantile, 4 morti e 88 feriti

    segestaokEra partito alle 17:35, come accade ogni giorno, il mezzo veloce FS dalla darsena del Porto di Reggio Calabria in direzione di Messina. Una delle ultime corse


    che dal continente porta centinaia di pendolari nel capoluogo Siciliano.
    Il mezzo, un segesta jet, si trovava a poco più di un miglio dal porto messinese quando, per cause che saranno accertate dalla magistratura – non appena risolto un apparente conflitto di giurisdizione tra le procure di Reggio e Messina – sarebbe stato speronato dalla nave mercantile ''Susan Borchard'' battente bandiera di Antigua e Barbuda.
    Prima dello schianto – secondo alcune testimonianze – un disperato tentativo di mandare indietro i motori del mezzo FS che trasportava oltre 100 persone. Un forte boato, la luce che va via, le prime urla di panico. L'imbarcazione inizia a imbarcare acqua collassando – sempre secondo le testimonianze – tragicamente su se stessa. A questo punto il circuito elettrico – in corto – genera un principio di incendio. Tanta paura tra i passeggeri. Molta prontezza da parte dell'equipaggio del grosso mercantile che tramite la propria strumentazione meccanica riesce a porre in essere una vera e propria imbracatura di emergenza che ha consentito di evitare una tragedia di dimensioni ben più ampie. Subito i soccorsi da entrambe le sponde. Sommozzatori dei Vigili del Fuoco e motovedette di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, subito sul posto, hanno prestato con esemplare coordinazione le operazioni per trarre in salvo i passeggeri, tra i quali numerosi feriti. Quattro morti – membri dell'equipaggio – 88 feriti (64 ricoverati a Messina, 24 a Reggio) di questi circa una decina in serie condizioni. Al nosocomio reggino due persone sono sottoposte ad intervento chirurgico altre due ricoverate nel reparto di rianimazione. Una tragedia evitabile se gli allarmi – da più parti sollevati – avessero avuto ascolto. E' grottesco che arrivino adesso le note riguardanti l'apertura di due inchieste – a margine di quella della magistratura – una del Ministero dei Trasporti e un'altra – che fa più male – delle Ferrovie dello Stato. Si è lottato fino alla fine, temendo anche il peggio, per due donne ed un uomo rimasti incastrati  tra la nave che soccorreva e il mezzo veloce FS quasi saturo d'acqua. Alla fine i Vigili del Fuoco sono riusciti a trarre tutti in salvo. Una data, quella del 15 gennaio, che rimarrà certamente impressa nella memoria delle città di Reggio e Messina che si sono dimostrate, ancora una volta, profondamente legate negli affetti e nell'amicizia. (Ant. Mont.