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    Ndrangheta: 16 arresti nel reggino

    Associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti: queste le accuse formulate, a vario titolo, nei confronti di 16 persone arrestate stamani dai Carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria. Si tratta di elementi delle famiglie mafiose Maesano e Barbaro, operanti nella zona ionica reggina. L'operazione, denominata "Chalonero", dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria e' scattata la scorsa notte con l'esecuzione di 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del tribunale della citta' dello Stretto Giampaolo Boninsegna. Gli indagati, a vario titolo, dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti. L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Bianco, e' durata due anni, nel corso dei quali i carabinieri hanno acquisito gravi elementi di colpevolezza nei confronti delle persone tratte in arresto sospettate di aver gestito un traffico di cocaina proveniente dal Sud America. Nel corso di questa attivita', da parte dei militari del colonnello Antonio Fiano, e' stata recuperata una notevole quantita' di droga. In particolare nel novembre del 2003, a Reggio Calabria, sono stati tratti in arresto due persone, Antonino Caridi e Guerino Caserta, trovate in possesso di 700 grammi di cocaina purissima. Ma non e' tutto perche' nel contesto dell'indagine, nel gennaio del 2004, i carabinieri pervennero alla cattura di Antonino Delfiore, uno dei latitanti dell'operazione Marine. Secondo quanto riferito dal comando provinciale dell'Arma, gli elementi di spicco della consorteria individuata e smantellata con l'operazione "Chalomero" sono i Franco del rione Pellaro di Reggio Calabria, i Barbaro ed i Papalia di Plati'. Per far giungere in Italia la droga, l'organizzazione malavitosa si serviva del canale iberico, dove, come le cronache giudiziarie hanno accertato, la 'ndrangheta e' riuscita a piazzare alcuni suoi uomini. La sostanza stupefacente, una volta arrivata in Italia, veniva tagliata ed immessa sul mercato nazionale sempre ad opera di sodalizi 'ndranghetisti. (AGI)