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    Giornalisti: il sindacato sulla settimana corta

    E' "assolutamente infondata"
    la tesi delle aziende, secondo le quali occorrono 4 giorni di
    lavoro perche' i giornalisti maturino il diritto alla settimana
    corta. Cosi' si e' espresso, su richiesta del segretario
    regionale del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, Carlo
    Parisi, il direttore della Fnsi, Giancarlo Tartaglia.
    Il
    direttore della Fnsi, si legge in una nota del sindacato
    calabrese,ricorda che quando fu introdotto il regime della
    "settimana corta" nel contratto di lavoro giornalistico, le
    parti convennero "che tale regime non avrebbe dovuto comportare
    un aggravio dei costi economici.
    Di conseguenza, – si fa
    rilevare – con la settimana corta, fermo restando l'orario
    settimanale di 36 ore, e' stato aumentato l'orario giornaliero,
    che e' passato da sei a sette ore e dodici minuti. Con lo
    stesso criterio, per quanto riguarda le ferie, le parti hanno
    convenuto che il numero di giorni di ferie spettanti a ciascun
    giornalista non aumentava per effetto della settimana corta e,
    pertanto, il giorno di settimana corta deve intendersi, ai fini
    contrattuali, come "giorno lavorativo" non lavorato".
    Inoltre,
    il contratto prevede che il giorno di settimana corta "non puo'
    coincidere con una festivita'" e quindi, nei casi in cui, per
    effetto dell'organizzazione del lavoro aziendale, cio' avvenga,
    il giorno di corta deve essere "recuperato" in un altro giorno
    della stessa settimana. Questa previsione, quindi, dimostra che
    il diritto alla settimana corta non viene meno in presenza di
    festivita' infrasettimanali e prescinde dal numero di giorni
    lavorati. Per le motivazioni sopra esposte il regime di
    settimana corta, regolato dal contratto collettivo
    giornalistico, non e' assimilabile a diversi trattamenti
    previsti sulla stessa materia da altri contratti collettivi.
    Di
    conseguenza, ogni giornalista ha diritto ad un giorno di
    "corta" per ogni settimana di lavoro, tranne che nel periodo di
    ferie, a prescindere dal numero dei giornate lavorate nel corso
    della settimana e, quindi, a prescindere dalla presenza di
    eventuali giorni di sciopero. Carlo Parisi invita i giornalisti
    a segnalare al Sindacato dei Giornalisti della Calabria
    "eventuali trattenute indebite da parte delle aziende". (AGI)