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    Collisione: il profilo delle vittime

    Storie diverse quelle dei quattro marittimi del Segesta Jet, accomunate tutte dallo stesso tragico destino. Sebastiano Mafodda, 55 anni, single per scelta, sin da ragazzo andava a vela; aveva scelto di vivere nel villaggio di Rodia, una delle localita' tirreniche a circa 25 chilometri da Messina, con l'anziana madre e la sorella Grazia. Dal 1982 lavorava per le Ferrovie dello Stato come comandante. Marcello Sposito, 42 anni, direttore di macchina, sposato con due figli maschi in tenera eta', era nelle Ferrovie dal 1994 e faceva parte del sindacsto dei marittimi Sasmant. Domenico Zona, 42 anni, era un motorista trimestrale; la settimana prossima avrebbe ultimato il lavoro per conto delle Fs in attesa di un altro imbarco probabilmente su un traghetto. Un ''precario'' ancora in attesa dell'assunzione definitiva, sposato e con una figlioletta di due anni. Palmiro Lauro, 52 anni, nato e vissuto per anni a Lipari. Era appassionato non solo del mare ma anche del calcio: per anni aveva militato nella formazione eoliana nel campionato dilettantistico. Poi come tanti isolani, l'assunzione nelle Fs come marittimo nel 1991. Era sposato aveva tre figli. Il conflitto di competenza tra le Procure di Reggio e Messina non ha consentito fino ad ora alle famiglie di avere notizie certe sulla celebrazione dei funerali. I corpi sono ancora nella camera mortuaria del Policlinico di Messina, in attesa della decisione dei magistrati circa l'autopsia. (ANSA).