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    Truffa alle assicurazioni, nove arresti

    gdfLa Finanza ha eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, emesse dal G.I.P presso il Tribunale di Reggio, Adriana Costabile. I provvedimenti riguardano altrettanti indagati – tra i quali un avvocato, tre periti, un assicuratore, due carrozzieri, un contabile ed un impiegato pubblico – per associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Contestualmente, sono state operate anche 15 perquisizioni locali e domiciliari nei confronti di privati, agenzie assicurative, attivita' commerciali ed autocarrozzerie risultate coinvolte. Per l'operazione sono stati impiegati


    70 militari ed un elicottero. Le indagini, condotte dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria del capoluogo, al comando del Tenente Colonnello Salvatore Paiano, e diretti dal Comandante Provinciale, Colonnello Francesco Gazzani, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Enrico Riccioni, hanno consentito di far luce sull'esistenza di una stabile e collaudata organizzazione criminale, radicata nell'intero territorio, dedita alla pianificazione, elaborazione ed esecuzione di attivita' prodromiche alla consumazione di una serie indeterminata di truffe ai danni di svariate compagnie assicurative e, conseguentemente, del Servizio Sanitario Nazionale. Nel corso delle indagini e' stata operata una disamina dei dati estrapolati dalle banche dati informatiche in dotazione alla Guardia di Finanza, ed in particolare quelle relative all'Anagrafe Tributaria, alle Camere di Commercio, all'Aci, alla ANIA, e quelle delle Forze di Polizia.Gli esiti preliminari hanno fatto emergere una serie di collegamenti operativi suscettibili di ulteriori e piu' puntuali approfondimenti; ed infatti, e' stata individuata una officina di autocarrozzeria i cui titolari, unitamente ai loro familiari e dipendenti, sono risultati coinvolti in numerosi sinistri, molti dei quali con le medesime autovetture. L'organizzazione, secondo gli inquirenti, era articolata in un livello superiore dell'organizzazione, costituito da due fratelli carrozzieri e da un contabile dipendente dell'autofficina, che hanno elaborato la strategia dei falsi sinistri mantenendo i contatti con i vari membri dell'associazione e con i soggetti che a vario titolo sono risultati coinvolti nelle truffe; nella collaborazione di alcuni periti assicurativi, offerta, in maniera stabile e reiterata, da alcuni indagati che hanno concorso alla simulazione dei sinistri attraverso la predisposizione di false perizie ovvero hanno fornito consulenza agli ideatori ed organizzatori per l'orientamento delle modalita' da osservare nelle illecite attivita'; nel reperimento di clienti compiacenti o all'oscuro di tutto da inserire nelle denunce fittizie di sinistri stradali inesistenti, assicurato da taluni indagati ma, principalmente, dal titolare di un'agenzia assicurativa sita in Melito Porto Salvo (RC). La complessa attivita' delinquenziale gestita dai due fratelli carrozzieri e dal loro dipendente e' risultata, inequivocabilmente, avvantaggiarsi delle specifiche competenze di un legale, deputato alla gestione delle pratiche assicurative piu' complesse o destinate ad essere trattate in ambito giudiziale". Con riferimento ai profitti, sarebbero stati accertati compensi percepiti dagli indagati per ogni sinistro simulato, per cifre mediamente variabili da 1.000 a 5.000, e per guadagni mensili che si aggirano sui 20/25 mila euro. (AGI)