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    Falsi assistiti, la risposta di Lo Moro

    lomoro''Il dato numerico dei circa 400.000 nominativi in piu' e' un dato oggettivo che emerge dalla differenza tra l'elenco consegnato dalla societa' Tesi, che gestiva il servizio anagrafe fino al mese di novembre del 2005, e il nuovo elenco trasmesso il 14 settembre scorso dalla societa' Intersiel, che ha in corso un rapporto contrattuale con l'assessorato alla Sanita' della Regione Calabria''. E' quanto afferma l'assessore alla sanita' della Regione Calabria,


    Doris Lo Moro, in una lettera inviata al vice presidente della giunta, Nicola Adamo, ed al presidente Agazio Loiero. ''La differenza assai rilevante – ha aggiunto – su cui l'interlocuzione con l'Intersiel e' stata reiterata per escludere errori ed equivoci, e' stata colta con molta preoccupazione perche' sintomatica del disordine in cui si e' lavorato nella nostra Regione, che in passato ha gia' conosciuto scandali sullo stesso argomento. Per uscire da una situazione che sin dall'immediatezza appariva imbarazzante e che ci caricava di responsabilita', veniva disposta un'inchiesta amministrativa, nella consapevolezza che occorreva un maggiore coinvolgimento delle Aziende sanitarie e dei Comuni per aggiornare in maniera adeguata l'elenco''. ''Preoccupava – ha proseguito Lo Moro – il fatto che l'Intersiel aveva gia' localizzato oltre 6.000 nominativi per i quali si era pagato indebitamente che erano in elenco nonostante il motivo della loro cancellazione fosse maturato da decenni. Ne' poteva sembrare tranquillizzante il dato che il numero di assistiti per cui si procedeva al pagamento delle quote risultava inferiore al numero dei residenti, sia per il numero assai rilevante di persone che non vivono in Calabria per vari motivi, ma che comunque mantengono la residenza, sia perche' non poteva escludersi che i pagamenti venivano fatti in favore di soggetti diversi dai legittimi destinatari, sia perche' una parte significativa della popolazione poteva non aver operato la scelta del medico di fiducia. L'inchiesta ha confermato che il problema era, in generale, affrontato in maniera inadeguata nelle nostre Aziende sanitarie, con difficolta' maggiori con riferimento ai Comuni non ancora informatizzati. All'attualita' sono disponibili dati parziali. Il lavoro di verifica interna sara' comunque completato entro il 31 ottobre, prima del termine previsto. Il risultato finale sara' valutato in contraddittorio con i sindacati dei medici di medicina generale, che sono interessati quanto noi a che si possa contare su dati certi. Con gli stessi sindacati saranno anche concordate le modalita' e i tempi per gli importi da recuperare''. L'assessore regionale alla sanita' ha inoltre evidenziato che ''a prescindere dalle tappe in cui si e' snodata la vicenda, che puo' senz'altro aver registrato errori, soprattutto nella comunicazione, e' un fatto che l'inchiesta e' partita dalla Regione, che ha messo in discussione la sua capacita' organizzativa in uno dei settori piu' rilevanti, anche sul piano economico, senza attendere indagini della magistratura o della Corte dei conti, come spesso succede e come e' successo, nello specifico, nello stesso settore nella nostra Regione''. ''La nostra Regione e noi tutti – ha concluso Lo Moro rivolgendosi ad Adamo – abbiamo bisogno di solidarieta' e non di polemiche. La trasmissione 'Annozero' ha allarmato anche me ma non certo per l'anagrafe assistiti. Il presidente ci ha invitato a precisare obiettivi e tempi della nostra azione. Nel settore della Sanita' abbiamo davanti l'obiettivo del nuovo piano sanitario che e' un obiettivo comune. Andiamo avanti avendo presente che i nostri nemici sono il malaffare, la 'ndrangheta, la cattiva politica e la cattiva amministrazione e che la strada che abbiamo davanti e' in salita, specie se qualcuno di noi rimane solo''. (ANSA)