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    Aliscafi, Tripodi prende posizione

    tripodimichelangeloSulla querelle dei trasporti tra le due sponde dello Stretto riceviamo dall'assessore regionale Michelangelo Tripodi e pubblichiamo 

    Le difficoltà degli oltre 5000 pendolari dello stretto, al centro delle cronache locali degli ultimi giorni, purtroppo, non sono affatto diminuite o alleviate.

     

    Ci giungono quotidiane notizie del tutto simili a bollettini di guerra.

    Proprio nella mattinata odierna gli esausti pendolari hanno pacificamente bloccato le partenze della prima mattina per manifestare e denunciare lo stato di profondo disagio ed esasperazione rispetto a questa paradossale e tragicomica situazione.

    E’ assolutamente inconcepibile e decisamente inaccettabile il solo pensiero che, per raggiungere il proprio posto di lavoro piuttosto che le aule universitarie, si debba vivere questo quotidiano supplizio e stillicidio.  

    Ci dispiace ma dobbiamo constatare che le recenti promesse e i precisi impegni assunti dai vertici di Bluvia, la società del gruppo FS che si occupa della navigazione, non hanno sortito alcun risultato concreto mentre  sono aumentati i disagi e i disservizi.

    Pluvia si era impegnata ad aumentare le corse nelle ore di punta: ciò non solo non è avvenuto, ma invece sono stati semplicemente cambiati gli orari per lo stesso numero di tratte (fra l’altro senza il necessario preavviso all’utenza), con un rimodulazione delle corse  che ha provocato ulteriori proteste e innumerevoli difficoltà agli utenti del servizio.

    Infatti, non vi è alcuna corsa che rispetti l’orario di partenza previsto, mentre anche l’in formatizzazione della biglietteria sta facendo rimpiangere il vecchio abbonamento e il biglietto cartaceo, poiché, per la semplice emissione del biglietto si formano file lunghissime ed estenuanti che provocano resse inammissibili per un moderno paese europeo e, spesso e volentieri, si arriva perfino all’impossibilità di imbarcarsi.

    Inoltre, va denunciato che per i viaggiatori in partenza è stato creato una sorta di recinto, molto simile a quello utilizzato per gli ovini, che rappresenta un insulto alla dignità delle persone.

    Insomma la montagna, come si suol dire, ha partorito il topolino.

    La prospettiva della metropolitana del mare è, sicuramente, una brillante idea per il prossimo futuro, ma la realtà odierna è che raggiungere Messina è diventata un’incredibile odissea.   

    Tutto ciò non è umanamente sopportabile oltremisura.

    Altro che progetto di area metropolitana dello stretto, ci troviamo davanti a un totale disservizio ed è indispensabile che vi siano immediati e radicali interventi risolutivi.

    Ciò significa che tutti i soggetti pubblici (governo nazionale, Ferrovie dello Stato, Bluvia, ecc.) devono dare le giuste e  legittime risposte per affrontare l’emergenza e per avviare una nuova politica per quanto riguarda l’attraversamento dello stretto che consenta di migliorare i collegamenti Reggio-Messina e Villa-Messina e che favorisca la mobilità sullo stretto soprattutto per i lavoratori e gli studenti pendolari.