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    Tutto pronto per il Palio storico di Montebello

    Il 16 agosto dalle ore 18 e fino alle 23 a Montebello Jonico, si svolgerà la seconda edizione del palio storico in abito d’epoca per ricordare le antiche origini del borgo medievale.

    Sarà l’attore televisivo Costantino Comito, protagonista de “il capo dei capi” squadra antimafia7”, l’uomo che sognava con le aquile, Fatima, gente di mare, Anime nere e tanti altri ad interpretare Bernardino Abenavoli del Franco discendente di Ludovico, cavaliere che vinse la disfida di Barletta.

    Questo grande evento, dedicato all’attore Giacomo Battaglia che già nella prima edizione era stato molto vicino all’organizzazione, vuole ancora una volta, rievocare la storia dell’antico borgo risalente all’anno 1000 e che si unisce all’importante storia della disfida di Barletta attraverso Lodovico.

    Proprio quest’ultimo e la sua nobile discendenza diedero lustro a Montebello fino a Bernardino. Quest’ultimo, tacciato dalla storia come sanguinario viene rivalutato dai testi scritti dal prof. Vincenzo Malacrinò il quale, sulla base di deduzioni logiche, evidenzia come Bernardino non è poteva essere un assassino ma solo un uomo che ha perdutamente amato Antonia fino al punto di concordare con la stessa la “fuga d’amore” I testi che leggerà Comito in piazza Mazzacuva, con i dati storici del prof. Luigi Sclapari, alle ore 18 segneranno l’inizio della seconda edizione del Palio.

    Per l’occasione il gruppo storico di sbandieratori “città di Catanzaro” munito anche di chiarine, tamburini, draghi del fuoco e molti altri daranno maggiore enfasi all’evento che vedrà tutto il territorio di Montebello unito, dalla marina alla montagna.

    Embrisi, Trunca, Fossato, Montebello Jonico, Masella, Caracciolono-Tigani e Saline con i propri rappresentanti si “sfideranno” per conquistare il “Palio” realizzato dall’artista Rosario La Seta.

    Tutti i partecipanti sfileranno per le vie del borgo in abito d’epoca grazie alla sinergia e allo slancio di Stile d’Epoca di Pino Bruzzese. La costumista Renè Bruzzese come per l’edizione precedente sarà capace di riportare il tempo alla fine del 1600.

    Una iniziativa fortemente voluta dall’Arciprete don Giovanni Gattuso e dal professore Vincenzo Malacrinò, presidente dell’Istituto Comunicazione e Cultura nonchè autore del progetto, dei testi e della regia, per dare a Montebello Jonico la possibilità di conoscersi e conoscere la storia che tutti unisce.

    Un progetto che vede la collaborazione sinergica anche della Camera Regionale della Moda Calabria, dell’Accademia Fidia e dell’Istituto d’Istruzione Superiore “A. Righi” diretto dall’avv. Maria Daniela Musarella, il quale ha dato un valido contributo per la realizzazione dell’importante evento attraverso ricerche che porteranno a realizzare in 3D l’antico palazzo baronale sulla base dei ruderi oggi presenti.

    L’arciprete don Giovanni Gattuso, ha affermato che questa iniziativa storica merita la giusta attenzione al fine di regalare ai presenti le tracce del passato. Un evento che molto impegna ma che darà la possibilità a tutti di vivere il passato, di entrare nella trama della storia e di comprendere meglio il presente. Dello stesso avviso è il prof. Vincenzo Malacrinò il quale ha ribadito la necessità di “conoscere oggi per non dimenticare domani le origini poiché queste permetteranno di vivere in modo adeguato il presente e al contempo progettare saggiamente il futuro sulla base della conoscenza della propria identità”. Un progetto, ha continuato Malacrinò, che si realizza grazie alla straordinaria collaborazione di don Gattuso, molto innamorato di Montebello e desideroso di realizzare una grande unità su tutto il territorio, il quale senza pensarci due volte ha deciso di sostenere integralmente il progetto.

    In piazza Padre Pio la grande esibizione degli sbandieratori con sfide e gare tra i rappresentanti delle diverse frazioni. Poi draghi del fuoco ed ancora danze e balli così come anche lotte davanti al Barone e a Ludovico Abenavoli del Franco.

    Saranno poi questi ad invitare i presenti alla “cena del barone” per degustare le frittole, piatto tipico del tempo, e il dolce delle nozze avvenute tra Bernardino e Antonia.